Le analisi dell’Istituto Carlo Cattaneo sul voto 2010

3:22 pm varie 2 Commenti

Pubblichiamo di seguito le analisi dell’Istituto Carlo Cattaneo sul voto.

- Chi ha vinto, chi ha perso, e dove.

- Personalizzazione e bipolarismo

- L’astensionismo

Fondazione di ricerca Istituto Carlo Cattaneo
Tel. 051235599 / 051 239766
Sito web: www.cattaneo.org

Di seguito un estratto dal primo.

– La Lega Nord ha pressoché raddoppiato i consensi, passando dai quasi 1 milione 380 mila voti nel 2005 (nelle sole 13 regioni che hanno appena votato il 28 e 29 marzo) agli attuali 2 milioni 750 mila (+1 milione 370 mila voti). Si tratta di un avanzamento generalizzato in tutte le regioni del Nord e anche in quelle “rosse”. Molto forte la crescita nelle Marche (voti quasi sestuplicati) e in Toscana (consensi triplicati), anche se in quelle zone la Lega partiva da valori assoluti relativamente bassi. Ma anche nelle regioni in cui la Lega Nord aveva già una presenza radicata si registrano avanzamenti notevoli, specie laddove il candidato a presidente del centro-destra era un rappresentante della Lega: +134% nel Veneto (+450 mila voti), +83% in Piemonte (+144 mila), +61% in Lombardia (+424 mila voti).

Anche in Liguria (+38 mila voti) e in Emilia-Romagna (+180 mila) si osserva uno sviluppo ragguardevole: +100% e +165%. Si tratta di un risultato ancora più rilevante alla luce dell’astensionismo che ha caratterizzato queste consultazioni.
– Il Popolo della libertà, rispetto ai suoi predecessori del 2005 (Forza Italia e Alleanza nazionale), ha perso 1 milione 69 mila voti (ossia il 15%). Com’era prevedibile, una parte consistente di questo calo si registra nel Lazio (–600 mila voti) per effetto dell’esclusione della lista Pdl in provincia di Roma e quindi non può essere imputato a una minore attrattiva del partito nei confronti dell’elettorato. Ricordiamo che nel 2005 An e Forza Italia hanno raccolto 610 mila voti in provincia di Roma. Ma il Pdl conosce comunque un calo marcato anche nelle regioni settentrionali – Piemonte (–178 mila, –27%), Lombardia (–162 mila, – 11%), Veneto (–154 mila, –22%) – e “rosse” – Emilia-Romagna (–99 mila voti, -16%), Toscana (–95 mila, –19%). In due regioni del Sud, al contrario, il Pdl avanza: +224 mila voti in Campania (+35%) e +47 mila voti in Calabria (+21%) – regioni strappate al centrosinistra senza alcun apporto della Lega Nord.
– Nel complesso, il Popolo della libertà e la Lega Nord hanno guadagnato 301 mila voti nelle tredici regioni in cui si è votato (quasi 900 mila se si esclude dal computo la provincia di Roma). Questo avanzamento si concentra nelle regioni Lombardia (+262 mila voti), Veneto (+297 mila voti), Campania (+224 mila), Emilia-Romagna (+80 mila) e Calabria (+47 mila). Si assiste invece a un calo di consensi in Piemonte (–35 mila), Toscana (–19 mila).
– L’avanzamento del centro-destra è stato accompagnato da un notevole riequilibrio nei rapporti di forza all’interno del centro-destra: se nel 2005 i consensi di Forza Italia e Alleanza nazionale erano 5,1 volte superiori ai consensi della Lega Nord, nel 2010 questo rapporto è sceso ad appena 2,2. Detto altrimenti, se nel 2005 la Lega Nord incideva per il 16% sul complesso dei consensi del centro-destra (nella sua accezione più ristretta), ora essa incide per 31%, ossia ha quasi raddoppiato il suo peso entro la coalizione.
– Il Partito democratico perde 2 milioni di voti rispetto ai consensi raccolti dai Democratici di sinistra e dalla Margherita nel 2005, ossia circa un quarto (-26%) dell’elettorato dei suoi predecessori. Si tratta di un arretramento generalizzato, con accenti diversi: molto marcato in Calabria (–52%), pronunciato in Campania (–36%), Basilicata (-35%) e Piemonte (-30%). Viceversa, le perdite sono state più contenute in Lazio (–14%), Lombardia (–18%) e Veneto (–19%).
– L’Italia dei valori manifesta una forte crescita, quasi quadruplicando i suoi consensi del 2005: +1 milione 227 mila voti. Si tratta di una crescita che si osserva in tutte le regioni, ma meno al Sud che altrove. Particolarmente marcata la riuscita in Toscana (+127 mila voti, otto volte tanto il risultato del 2005) e nel Lazio (+183 mila voti, una sestuplicazione dei consensi).
– Anche in seno al centro-sinistra, dunque, c’è stato un forte riequilibrio dei rapporti di forza: se nel 2005 i consensi di Democratici di sinistra e Margherita erano 23,4 volte superiori a quelli dell’Idv, nel 2010 questo rapporto è sceso a 3,7. Detto altrimenti, se nel 2005 l’Italia dei valori incideva per appena il 4% sul complesso dei consensi del centrosinistra (nella sua accezione ristretta di coalizione), ora essa incide per 21%, ossia ha quintuplicato il suo peso nella coalizione.
– L’Udc di Pierferdinando Casini ha perso voti rispetto al 2005: –227 mila voti, ossia –15%. L’arretramento pare essere per lo più indipendente dalle alleanze strette nelle diverse regioni: il partito centrista ha perso consensi ovunque, tranne che in Liguria (dove appoggiava il candidato di centro-sinistra), Toscana (dove correva da sola) e in Campania (dove appoggiava il candidato di centro-destra). Nel complesso, tuttavia, il declino dell’Udc è stato più forte laddove si è alleato con il centro-sinistra.
– La sinistra radicale esce sconfitta rispetto al 2005. In tutto, i partiti della sinistra radicale hanno perso 1 milione 274 mila voti, ossia quasi la metà (–48%) del loro elettorato di cinque anni fa. Si tratta di un fenomeno diffuso uniformemente sul territorio, con una significativa eccezione: la Puglia, dove i partiti di sinistra avanzano di 72 mila voti (+38%).
– Infine, vale la pena di notare il risultato del Movimento 5 stelle-Beppe Grillo, che ha raccolti i consensi di 390 mila elettori nelle cinque regioni in cui si è presentato. Il risultato migliore in Emilia-Romagna, con il 6% dei voti validi. Ma è possibile che il ruolo più rilevante sia stato svolto dal Movimento 5 stelle in Piemonte, dove ha conseguito il 3,7% dei consensi e il candidato di centro-sinistra ha perso con un margine di appena 0,42 punti percentuali.

La lega, con o senza Grillo, vince in tutto il nord!

11:46 pm varie Nessun Commento

In Piemonte si profila l’affermazione di Cota, che vince anche a prescindere dal successo dei grillini, colorando di azzurro e verde TUTTO il nord Italia. Per il PD si pone come ormai ineludibile la questione “settentrionale”, e la chiarezza nelle alleanze. A cominciare dalla valle di Susa: abbiamo rifiutato l’accordo istituzionale con il centro destra per quella che doveva essere una alleanza “politica” di “sinistra” con i no tav. I no tav hanno ricambiato con una squallida campagna a favore di Grillo o, in subordine, di Cota. Nei fatti hanno tirato la volata a Cota.

Nella provincia piemontese, invece, abbiamo perso perché troppo “grillini” e troppo “no tav”: l’indecisione, l’aver imbarcato la sinistra più radicale anche nel listino, la scarsa campagna elettorale del PD, l’aver lasciato in ombra personalità come Chiamparino, sono elementi che ci hanno fortemente e, forse giustamente, penalizzato.

ULTIM’ORA: a quanto pare in Piemonte la Bresso perde per un manciata di voti. Politicamente i problemi del centro sinistra nel nord non dipendono né dal fatto che si guardi troppa TV (di Berlusconi), né troppi falsi su youtube (di Grillo). Però, per cronaca e per matematica, possiamo dire che  il falso video, anonimo ma validato da padri “illustri”, è stato determinante. Certamente emerge che l’accordo con le liste civiche in valle di Susa è stato determinante per la sconfitta.

dalla decrescita in teoria alla reazione in pratica

2:22 pm varie Nessun Commento

Maurizio Pallante supera in menzogne e mistificazioni chiunque, spacciando per autentico un falso senza neanche la fogliolina di fico della smentita con il “giudicate voi”.

http://www.decrescitafelice.it/?p=883

Un pezzo veramente bello, toccante. La vis polemica causa qualche imprecisione storica, forse solo qualche semplificazione.
Il tono è vagamente misogino, le donne commuovono se sono vestali o serve, quelle intelligenti e che esercitano un potere sono “brutte”, streghe da bruciare. Se volgiamo “decrescere”, se vogliamo reagire ai tempi moderni, dobbiamo accettare l’idea di essere pienamente “reazionari”.
Però il testo è convincente: chi lo legge, domani, per essere davvero conseguente, voterà in Piemonte per Cota, un reazionario “doc”.
Peccato che il filmato che ispira questo pezzo sia falso. Si un volgare falso, una regia sapiente e professionale, con il taglio nel punto giusto.
Peccato che anche Pallante lo sappia.
Peccato che lui, come molti altri, si prestino ad una banale operazione di potere. Basata sulla diffamazione, sulla calunnia e sulla disinformazione.
Perché le donne di potere diventano brutte ma gli uomini logorati dal potere che non hanno diventano bugiardi.

Il grillo parlante invita a votare per Cota!!!

2:40 pm varie 1 Commento

Abbiamo ricostruito la vicenda del video di Mercedes Bresso che invita, in pubblico, una anziana no tav a lasciare questa terra. Siamo incorsi in un errore e quindi è doveroso chiedere scusa ai movimenti “no tav” e ai grillini. Il loro video era autentico, riportiamo di seguito la ricostruzione dei fatti che ci è pervenuta da parte di un anonimo ma della cui attendibilità siamo assolutamente certi.

Durante una visita ad Avigliana la Bresso ascolta una anziana signora no tav che la supplica con gli occhi colmi di lacrime: “Non mi faccia morire lasciando ai miei figli i prati della valle devastati da una galleria”. Mercedes la accontenta subito: “Muoia signora!” dice con quello sguardo trucido già descritto dall’autorevole grillino Berlusconi. Esita però un secondo per aspettare che l’abile regia no tav giri l’inquadratura su di lei, quindi scandisce “Muoia signora!”. I presenti attoniti fingono di non sentire, anche il giornalista di Luna Nuova ignora la cosa: sono intimoriti da un gruppo di amministratori del PD che da anni spalleggiano i no tav e, soprattutto, da ben due carabinieri. Il gelo è totale: nessuno protesta, nessuno riesce neanche a consolare la poveretta. Minacciosi Sandro Plano e Nilo Durbiano, braccia conserte, zittiscono il popolo no tav che arretra intimorito.
Qualcuno però trova il coraggio di avvertire Cedolin che prepara un post per il suo blog. Nel frattempo altri, coperti per sicurezza dall’anonimato, sprezzanti del pericolo, montano le riprese di due o tre telecamere e fanno esplodere la bomba sul sito di Grillo. Lo stesso Cedolin, che aveva già preparato il pezzo, vi aggiunge il filmato che campeggia per qualche ora sui siti e sulle agenzie di stampa.
Al comitato Bresso si accorgono di averla fatta grossa, la Bresso si pente, e decide di fare un falso. Approfitta di quella pausa per andare in favore di camera, prende un altro filmato e sostituisce la sua voce aggiungendo un “NON” al muoia signora.
Il filmato così confezionato sbugiarda il precedente tanto che l’autore, che preferisce per ovvie ragioni restare anonimo, lo fa sparire. Alcuni uomini di Grillo, tuttavia, lo recuperano e continuano a diffonderlo come se nulla fosse.
Il ragionamento di Grillo, grillini e no tav vince qualunque confronto dialettico. Il l primo filmato è tagliato? Non significa nulla!
L’autore, anonimo, neanche prova a giustificarsi? Che diamine, non è facile trovare qualcuno disposto a vincere il terrore provocato da quelle braccia conserte!
Infatti anche gli altri presenti sono rimasti zitti ed immobili come se nulla fosse, pietrificati dal terrore!
Cosa prova il video della Bresso? Nulla, assolutamente nulla, perché manca il labiale!!!!, nel suo filmato la Bresso è ripresa di spalle!!!!, finché non vedremo un filmato con il labiale per noi resta valido il primo “fotomontaggio”!!!
Certo un modo ci sarebbe, basterebbe chiedere all’autore del video di consegnare i frammenti mancanti. Ed infatti sul sito www.spintadalbass,org annunciano da giorni l’uscita imminente di nuovi filmati, con le prove granitiche di quanto accaduto.
Domenica non resta che votare per Grillo, o direttamente per Cota che si fa prima! Martedì, statene certi, le prove usciranno.”

Noi non possiamo che associarci. Se poi nelle prossime settimane le prove non dovessero saltare fuori potete sempre tornare al seggio e chiedere di rivotare la scheda. Dite che vi manda il grillo parlante della favola di Pinocchio!

Il racconto è vero e ne trovate conferme anche ai seguneti indirizzi:

http://popolino.splinder.com/post/22451460/I+cervelli+all%27ammasso

http://www.mantellini.it/?p=7812

E soprattutto nel resoconto di Luna Nuova…

“No” Tav, “Si” Cota e il falso filmato contro la Bresso

11:17 am varie Nessun Commento

Sui siti no TAV è presente un video taroccato dal quale sembrerebbe che la Bresso abbia augurato ad una anziana donna la morte.

Il video è stato ovviamente manomesso e alterato. Si tratta di un falso, frutto di un abile montaggio, che infatti il sito youreporter.it, sul  quale era stato in un primo tempo caricato, ha immediatamente rimosso.

Qui trovate la versione originale e veritiera del confronto tra la Bresso ed il solito sparuto gruppo di No Tav:
http://www.youreporter.it/video_La_vera_voce_di_Mercedes_BRESSO_1

Prima che una “manina” interessata “aggiustasse” il montaggio la Bresso  diceva “non muoia signora!”.
Dopo il ritocco resta solo un “muoia signora” che suona spettrale se  rivolto ad una oppositrice al tav di 80 anni preoccupata di non lasciare
ai suoi nipoti una valle distrutta!!!

Sarà vero che il fine giustifica i mezzi, ma viene da chiedersi quale sia il fine. Se  è fa vincere Cota non sarebbe più corretto dirlo esplicitamente?  Che senso ha fare politica con questi metodi e questa doppiezza?  Non esiste un limite alla decenza, alla menzogna, alla violenza e alla falsificazione?

Nel PD di Valle si deve aprire un confronto franco e sereno, ma anche deciso, sul significato e gli obbiettivi dell’accordo con le cosiddette liste civiche no tav, accordo nato, teoricamente, per preferire l’intesa politica delle forze di sinistra ad un accordo “istituzionale” con il centro destra. Il risultato è che il PD in valle è alleato di coloro che pisciano in testa ai lavoratori che “lavorano” in imprese impegnate in attività non gradite alla politica, che impediscono i dibattiti, che zittiscono chi dissente, che invitano a boicottare i negozi di chi ha idee diverse. Che arrivano persino a falsificare i filmati pur di screditare la candidata di centro sinistra impegnata in un difficile confronto elettorale. Insomma per non ragionare con il moderato Osvaldo Napoli, ci si ritrova alleati di chi si comporta in tutto e per tutto “come se fosse” di estrema destra!

Le “liste civiche” dovrebbero spiegare perché appoggiano in modo tanto spudorato il centro destra, perché contrastano sempre e da anni il centro sinistra in ogni elezione ed allo stesso tempo vi si alleano in Comunità Montana, accomodandosi, senza tanti complimenti su poltrone a scranni fianco a fianco con gli stessi amministratori dell’odiato PD, contrastati, comune per comune, alle ultime elezioni.

Perché per i leader “No Tav” è così importante che vinca Cota? Della sanità, una delle migliori d’Italia nonostante i disastri di Ghigo (basta solo pensare alla vicenda Mauriziano), della scuola, su cui tanto la Regione ha investito per rimediare ai guasti della Gelmini,  della cultura, della libertà, della laicità non interessa  proprio nulla a costoro? L’alleanza  con i No Tav non è stata venduta come la “rinascita della politica”, come un “ritrovarsi” a sinistra?  E allora perché si appoggia in modo così indecente e spudorato il centro destra?

Adesso si dirà che qualcuno ha sentito male, che non si è trattato di una falsificazione volontaria ma di un “incidente” in fase di montaggio, che ci sono no tav e no tav, liste civiche e liste civiche… Viene però da chiedersi cosa sarebbe successo, che verità sarebbe passata, se non ci fosse stato un secondo video a sbugiardare questa volgare falsificazione… Basta controllare sui siti di Grillo e su quelli No tav che ancora riportano la falsa notizia per rendersene conto…

Tav e amministratori: manca leale collaborazione con il PD.

2:25 am varie Nessun Commento

I provvedimenti di Morgando e della Commissione di Garanzia, da cui emerge che ad oggi l’accordo con le liste “no tav” è ancora sorprendentemente segreto, oltre alla nomina di Marengo come commissario “ad acta” e di un triumvirato sul TAV.

“Gianfranco MORGANDO,
Segretario Regionale PD Piemonte, sugli amministratori del PD

Ho ricevuto poco fa il provvedimento della Commissione regionale di garanzia che afferma la responsabilità di alcuni dei dirigenti del PD della Valle di Susa e di alcuni amministratori iscritti al partito di violazione degli art. 12 e 23 dello Statuto del PD. La decisione mi è stata trasmessa per l’adozione dei provvedimenti conseguenti.
Non spetta ovviamente al Segretario regionale assumere misure disciplinari che, se ritenute necessarie, competono alla magistratura interna. Toccano, invece, al Segretario i provvedimenti politici, che si fondano sul deliberato della Commissione di Garanzia.
Pertanto, sentito il Segretario provinciale di Torino, ho adottato le seguenti decisioni:
1) nomina di un incaricato speciale del Segretario regionale, nella persona di Luciano Marengo, con il compito di esprimere in Valle di Susa la posizione del partito sulla questione della TAV. In particolare, Luciano Marengo ha il mandato di operare all’interno del Coordinamento territoriale del PD della Valle di Susa, affinché le iniziative del partito e la sua azione amministrativa nel territorio della Valle siano coerenti con gli indirizzi del partito sulla questione della TAV, a partire da una disponibilità a favorire i lavori dell’Osservatorio Torino-Lione. Luciano Marengo riferirà alla Segreteria regionale, per una valutazione di ogni altra iniziativa;
2) la nomina di una Commissione del PD per la Valle di Susa, composta dall’On. Mario Lovelli (Responsabile Dipartimento Infrastrutture PD Piemonte) dall’europarlamentare On. Gianluca Susta e dall’arch. Giorgio Giani (già Assessore provinciale alla pianificazione territoriale). La Commissione ha il compito di seguire con continuità le questioni connesse con l’impatto della realizzazione della nuova linea ferroviaria Torino-Lione sulla Valle di Susa, contribuendo a far emergere le condizioni che possono rendere l’opera un’opportunità per lo sviluppo della Valle dal punto di vista economico e del riassetto del territorio. Vogliamo dare vita a una forte iniziativa del PD che sottragga il dibattito alle pericolose contrapposizioni di queste settimane e lo collochi sul piano della ricerca di punti di
convergenza nella valutazione delle soluzioni progettuali migliori e dei vantaggi da garantire per il territorio. Ai lavori della Commissione parteciperà ovviamente Luciano Marengo.

La decisione della Commissione regionale di Garanzia (che ha operato con l’equilibrio e la serietà che la delicatezza della questione richiedeva) conferma quanto sostenuto in più occasioni dai vertici del PD, ovvero che alcuni dirigenti e amministratori della Valle di Susa si sono posti al di fuori della linea del partito e sono venuti meno al dovere di leale collaborazione con lo stesso.
Il PD riconosce a dirigenti e iscritti il diritto al dissenso, che, tuttavia, deve rispettare le decisioni assunte dagli organi del partito.
Per il PD la nuova linea ferroviaria Torino–Lione è un’opera strategica e necessaria. La nostra posizione sulla questione è da sempre coerente e lineare. Naturalmente riteniamo importante proseguire nella strada del confronto e del coinvolgimento delle popolazioni locali.
Le decisioni adottate oggi vanno proprio nella direzione della conferma dei principi della chiarezza delle posizioni e del dialogo.
In più circostanze abbiamo espresso la nostra preoccupazione per alcuni gravi fatti avvenuti in Valle, che hanno come obiettivo solo quello di far crescere la tensione. Riteniamo che la presenza alle iniziative No TAV di personaggi espressione del mondo dell’antagonismo torinese non solo metta a rischio l’ordine pubblico, ma costituisca un pericolo per lo stesso movimento contrario alla TAV.
Non possiamo accettare che dal dissenso alla realizzazione di un’infrastruttura si possa passare ad un clima antidemocratico, che si arrivi al lancio di oggetti, alle minacce, alle intimidazioni. Né che la realizzazione di questa grande opera possa essere accompagnata da un clima permanente di ‘guerriglia’.
Ora il movimento No Tav deve spiegare verso quale approdo intende indirizzarsi: non basta che i vari comitati continuino a definirsi ‘pacifici’, ma devono isolare coloro che pacifici non sono. Occorre, cioè che il movimento No Tav sconfessi senza ambiguità e prenda nettamente le distanze dai professionisti dell’antagonismo che in ogni circostanza tentano di trasformare la protesta in provocazione ed aggressione.
Non riteniamo accettabile da parte del movimento una posizione di ‘equidistanza’, ovvero condanna dei gesti degli antagonisti come dell’operato delle forze dell’ordine, alle quali va, invece, la solidarietà del PD per il difficile compito che stanno svolgendo.

Gianfranco MORGANDO
Segretario Regionale PD Piemonte

Si allega il provvedimento della Commissione regionale di Garanzia.”

http://www.avigliana.pdpiemonte.com/wp-content/uploads/2010/03/Determinazione-01_2010-Val-di-Susa.pdf

Il partito della gomma…

1:11 pm varie Nessun Commento

Mentre la spregiudicata dirigenza politica del movimento NO TAV innesca l’escalation della violenza, passando da minacce e blocchi, a veri e propri attentati con il lancio di chiodi e pietre sull’autostrada, riprende quota la voce di chi, per l’Italia, vede solo un futuro a base di camion, camioncini, macchine e macchinine.

Questa mattina sulla radio della confindustria, ospite il solito Marco Ponti, si torna a sostenere che il problema dell’Italia sono le mille piccole strade da allargare, asfaltare, circondare di spartitraffico, per assicurare che sempre e comunque la gomma sia l’unico competitivo mezzo di trasporto.

Ciò che francamente non si capisce di questa curiosa teoria neoliberista che vede alleati l’ultradestra con gli autonomi, è perché i treni dovrebbero costruirli i privati con i loro soldi, mentre le mille strade dovrebbe realizzarle pantalone, e perché i costi dell’inquinamento non dovrebbero entrare nel “conto”.

http://www.radio24.ilsole24ore.com/popup/player.php?filename=100219-noveinpunto.mp3

A parte l’intelligenza e la schiettezza di Oscar Giannino gli argomenti sono i soliti: non esisterebbero studi seri, sulla ferrovia esistente e sull’autofrejus potrebbero passare il 70% in più delle merci. Nessun dato, niente cifre, azzerato il contraddittorio. Solo marketing. L’unica nota positiva è che Giannino e Ponti non si nascondono, puntano dritto alla meta: gli interessi e le soluzioni sono “nel” e “per” il trasporto su gomma, il resto è coreografia che serve per motivare chi si lascia rompere la testa dalle mangannellate.

La tensione e la risposta violenta da parte della polizia aiutano, però, chi vuole che l’Italia resti il paese della Salerno Reggio Calabria. Sarebbe meglio, piuttosto, che le forze dell’ordine si ritirino rendendo evidente che c’è una minoranza rumorosa e violenta che blocca gli interessi di tutti.

Perché, su questo concordo con Giannino, alla fine il Tav non si farà. E non per la vittoria della democrazia.

Minacce e intimidazioni: è il turno di Cribari

11:59 am varie Nessun Commento

Dopo quelle ai lavoratori della Geomont, dopo le liste di proscrizioni, minacce e pallottole a Michele Cribari

http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/135992/

Il PD di Avigliana e di Valle ha espresso condanna e concreta solidarietà alle maestranze di Gemont invitandole al convegno di sabato sul lavoro.

http://www.partitodemocratico-avigliana.it/?q=node/145

L’auspicio, anzi la certezza, è che l’invito sia esteso a Michele Cribari

Incendi, violenze e minacce…

8:18 pm varie 1 Commento

Ultimamente sono stati incendiati dei presidi NO TAV in valle. Sono episodi gravissimi, atti ingiustificabili, che preoccupano particolarmente per la documentata presenza di infiltrazioni della criminalità organizzata in valle di Susa. E’ necessaria una ferma condanna  senza tentennamenti e senza “però”, senza se e senza ma, come si conviene per vili azioni criminali.

Negli stessi giorni parte del movimento “NO TAV”  ha intensificato la campagna di minaccia contro chi dissente, con intimidazioni e violenze verso lavoratori ed imprese, colpiti neanche per le loro idee, ma per il solo fatto di lavorare nei sondaggi. Minacce estese a sindacati e sindacalisti in un delirio di boicottaggi e liste di proscrizione che ne rendono indiscutibile la matrice fascista.

Preoccupa che gli autori siano parte di un movimento, quello “NO TAV”, che si definisce “democratico”, ma che tale non sarà finché tollererà questi metodi. Non si tratta né di “ignoti” né di popolo ma di organizzazioni politiche che hanno dato un contributo determinante al movimento. In questo caso il problema non è “criminale” (o forse non solo) ma politico e pone con forza la questione del “consenso” tutt’altro che unanime del “no” al Tav che già impedisce il riconoscimento della nuova Comunità Montana come riferimento politico della valle.

Si prefigura, così, l’implosione del movimento con il risultato di gettare l’acqua sporca con il bambino, seppellendo sotto le traversine di un’opera fatta male anche le nobili e giuste preoccupazione di tanti valligiani NO TAV. Quale sarebbe, infatti, la conseguenza del fallimento dell’Osservatorio, il suo diventare inutile? Il ritorno ai metodi “classici” delle ferrovie, con i progetti fatti sulla carta guardando solo a raggi di curvatura e profili altimetrici, come nell’epico “west” americano: ma in ogni western che si rispetti gli indiani possono essere cattivi o buoni, talvolta vittime innocenti altre strumenti più o meno inconsapevoli, ma comunque infine sconfitti.

Per questo la linea del PD deve essere quella di lavorare sempre e comunque nell’Osservatorio, del rifiuto della violenza, del dialogo, del confronto sui dati, della difesa del territorio metro per metro per tutelarlo a prescindere dall’esito della battaglia sul Tav. E su questo cercare un consenso il più “forte” ed ampio possibile. Non è necessario sacrificare gli obbiettivi di un movimento, che pure rappresenta solo una minoranza, a superiori interessi della valle, basta che non si sacrifichino gli interessi certi del territorio, che è di tutti, per l’esito incerto di una politica che è solo di una parte.

Per questo le amministrazioni locali della valle dovrebbero mandare i loro tecnici e fare le loro osservazioni, migliorando un progetto che comunque da altri viene redatto, cercando su questo il massimo consenso anche senza rinunciare all’opposizione all’opera. Anche per le amministrazioni più ostili al Tav sarebbe un gesto di grande responsabilità politica che dimostrerebbe forza e lungimiranza e che nessuno potrebbe bollare come un cedimento. L’avvocato che chieda in subordine una condanna mite non per questo è meno convinto o efficace nel difendere l’innocenza del proprio assistito, fa solo bene il suo mestiere.

oltre ogni limite…

12:51 am varie 1 Commento

Leggo questa notizia e rimango sgomento…

http://www.libero-news.it/regioneespanso.jsp?id=338791

Torino, 29 gen. – (Adnkronos) – ‘Geomont vergogna’. Questa l’enorme scritta tracciata questa mattina su un versante della montagna a Bussoleno (Torino) e che fa riferimento a una delle ditte che stanno lavorando ai sondaggi per la Torino-Lione. ”Oggi – si legge in un volantino del Comitato di lotta popolare No Tav – abbiamo realizzato una scritta sulla costa della montagna di Bussoleno per rendere pubblico il nome e la dita di chi lavora per il Tav e vive in Valle. Con questo gesto crediamo importante evidenziare come ognuno si debba assumere le proprie responsabilita’ in merito alle scelte che compie: chi vende la valle per quattro denari al Tav deve essere conosciuto da tutti e isolato”.

In che modo si giustifica la minaccia e l’intimidazione verso gli operai edili, i loro sindacalisti e le loro imprese?
Spero che si rifletta su dove questa follia ci sta portando.

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