Libertà e censura (su Internet) ;-)

8:53 am varie

In un paese come Avigliana in cui parlare in libertà è così difficile pubblichiamo la notizia, oltremodo grave, di una recente censura su Facebook. Dopo aver ammesso che la prendiamo larga per paura e non per calcolo politico, parliamo pure di Facebook.

Si tratta di un servizio che molti ritengono gratuito e che, invece, ha un enorme costo, visto che ci si impegna a cedergli TUTTI i diritti di TUTTO ciò che su Facebook si pubblica. Inoltre aderendo a questo servizio si accetta una grave limitazione della privacy ed anche della propria libertà visto che gli organizzatori si riservano il diritto di rimuovere qualunque cosa a loro insindacabile giudizio.

Di recente i rappresentanti di Facebook difesero la scelta di lasciare i gruppi “pro” mafia, cuasando il noto emendamento “D’Alia” che, nato come reazione a questo fatto, rischia di azzerare la libertà su tutta Internet.

In questi giorni hanno invece decisio di “inchinarsi” al potere del giornale dei vescovi Italiani rimuovendo il profilo de “La Rana” rea di aver pubblicato, e “ripubblicato”, sulla sua “Rassegna Stanca” un editoriale appunto de “L’ Avvenire” sulle ragioni del Pontefice contro l’uso del preservativo, per il solo fatto di aver cambiato il titolo in “un editoriale ultasottile”, con un tono lievemente canzonatorio. Ne trovate notizia si qui che su “la Repubblica”

E dobbiamo ammettere un certo sottile piacere nel poter affrontare in libertà anche temi come quelli legati alla laicità in un partito come il PD. Cha anche in questo si distingue, sia per le posizioni che per la libertà del dibattito, dalla cupa maggioranza bianco verde che governa la città. Maggioranza unita dal NO al treno e dal silenzio sul tutto il resto. E il riferimento non è solo al profondo ed imbarazzante silenzio verso chiunque si occupi di asfalto e non di traversine, che sia l’Anas o la Sitaf, che causi frane, costruisca muri e brutture varie o “sbagli” sistematicamente gli incroci, o apra e soprattutto chiuda, svincoli senza dir niente a nessuno.

Ripubblichiamo. pertanto, l’articolo nella forma incriminata della “Rassegna Stanca”.

Dall’Africa: perché il Papa ha ragione Un editoriale ultrasottile.
«U na polemica che non ha ragion d’es­sere» . Etienne Pagot, coor­dinatore diocesano della sanità dell’arcidiocesi di Doaula e responsabile dei programmi di lotta contro l’Aids, è sorpreso del pol­verone sollevato dalla di­chiarazioni di Benedetto XVI sull’uso del preserva­tivo. Dichiarazioni che, del resto, non hanno trovato vasta eco in Camerun. « Le abbiamo vissute come qualcosa di già detto – con­tinua Pagot –. E se non fos­sero state rilanciate con grande enfasi dai media internazionali , probabil­mente sarebbero rimaste sullo sfondo. D’altra parte, è lo stesso linguaggio che noi teniamo ogni giorno sul terreno: astinenza e fe­deltà sono mezzi più sicu­ri per prevenire e combat­tere la diffusione dell’Aids. Questione di realismo e di buon senso » . Il vero problema, sostiene, è proprio il « gran rumore sollevato sulla questione del preservativo, che ha fatto passare in secondo piano non solo gli altri te­mi trattati dal Pontefice, ma la stessa questione del­l’Aids che ha ben altre ri­percussioni: sanitarie, so­ciali, psicologiche, cultu­rali, spirituali… » .Il sospetto, secondo Pagot, è che « chi è lontano da questi problemi, che per noi sono quotidiani e cru­ciali, dà un’importanza ec­cessiva a un aspetto speci­fico e non centrale, svian­do l’attenzione dalle vere questioni » . « La mia impressione – gli fa eco Martin Jumbam, ex direttore della Maison des communications sociales ( Macacos ) di Douala – è che il Papa qui in Camerun abbia toccato i temi e le sfi­de più urgenti per questo continente. È quello di cui tutti, dai media alla gente, parlano qui: pace, giusti­zia, riconciliazione, ma an­che la sofferenza materia­le e spirituale degli africa­ni, il tema forte della fami­glia, quello della povertà e dell’oppressione. I discor­si del Santo Padre hanno suscitato grande impres­sione. E continuano a far discutere la gente » . Jumban, che è perfetta­mente bilingue e guarda con attenzione i media in­ternazionali, nota una dis­sonanza tra la copertura locale e quella straniera.«Qui si continua a sottoli­neare la portata storica di questo viaggio del Ponte­fice, e delle ripercussioni che potrà avere sul nostro Paese e sulla sua Chiesa. I media internazionali han­no insistito quasi unica­mente sulla questione del preservativo, che da noi è passata quasi inosservata». Chi non si è fatto sfuggire l’occasione di ironizzare sulle dichiarazioni del Pa­pa è stato invece l’irrive­rente Messager Popoli, in­serto satirico che esce set­timanalmente con il gior­nale Le Messager, princi­pale quotidiano indipen­dente camerunese. Il suo direttore, tuttavia, usa to­ni ben più pacati: «Dal mio punto di vista – dice Njawé, che è anche uno dei principali alfieri della libertà di stampa in Came­run – il Papa ha ragione ad esprimersi in questi termi­ni e soprattutto a ribadire che la fedeltà e l’astinenza sono i mezzi migliori per combattere l’Aids. Tuttavia quando lo si dice in Africa subsahariana, la regione al mondo maggiormente colpita da questo flagello, occorre farlo con una cer­ta prudenza ed evitare i ri­schi di fraintendimento: non si deve infatti lascia­re la porta aperta alla ne­gligenza, che qui da noi si­gnifica morte» .

Quanto al giornale di go­verno, il Cameroon Tribu­ne, elenca tra le dichiara­zioni di Benedetto XVI di cui far tesoro quelle sulla famiglia e sul ruolo dei ma­riti, per nulla scontate in quel contesto. Nonché le parole rivolte ai giovani: « Di fronte alla difficoltà della vita, custodite il co­raggio e lasciatevi toccare da Cristo » . « Verginità e ce­libato non diminuiscono in nulla la dignità del ma­trimonio » , riporta il gior­nale, commentando: «Questo almeno ha il gran­de vantaggio di essere chiaro».

Anna Pozzi
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