Il TAV, Avigliana e i doveri degli amministratori

8:39 pm Il nostro punto di vista

Il posto di un amministratore è quello di stare dove si decide il destino del territorio che amministra, esserci per incidere, condizionare positivamente e controllare.

Questo è il motivo per cui non condivido la scelta che il gruppo consiliare di amare avigliana (tra questi gli amministratori che aderiascono al PD) si appresterebbe a fare nei prossimi giorni. Cioè quella di restare fuori dall’Osservatorio.

Restare fuori da un organismo che in questi anni ha dimostrato la propria validità anche con il contributo di alcuni nostri amministratiori e ora che siamo arrivati al dunque manca il coraggio e il buon senso di andare fino in fondo; e tutto ciò – si dice – per scongiurare le minacce di crisi amministrativa che vengono avanzate nella stessa maggioranza.

Tirarsi indiettro ora quando per la prima volta in Italia tecnici delle amministrazioni locali hanno costruito una griglia di regole vincolanti che i progettisti delle tratte internazionale e taliana devono rispettare significa abdicare dal proprio ruolo di governo.

E’ stato creato un unico paccheto di regole che consentirà ai sindaci ed a altri rappresentanti del territorio di formulare proposte verso una progettazione che dovrà tenere conto preliminarmente delle indicazioni fornite dal territorio; i sindaci, a tra questi il nostro se non cambierà idea, che diserteranno il tavolo non potranno incidere sugli interventi a favore del proprio territorio.

L’osservatorio avrà il compito di raccogliere tutte le proposte che arrivano dal territorio per migliorare il progetto e avrà un ruolo di monitoraggio sull’intero processo.

Eppure gli amministratiori non sono rimasti soli; sia il partito di valle che quello aviglianese (senza contare il livello nazionale, regionale, provinciale) hanno, dopo ampia discussione, deciso a significativa maggioranza di restare e lavorare all’interno dell’osservatorio.

Mi auguro che la ragione e la responsabilità (la stessa responsabilità istituzionale dimostrata con l’approvazione del FARE, ricordate?) di ogni ammistratore, ed in particolare coloro che hanno aderito al PD, possano prevalere sulla scelta di chiudersi in un rifiuto pregiudiziale che comprometterebbe quanto fatto sinora.

Buttare via tutto ciò che di buono è stato fatto sarebbe un grave errore; si rischia di smarrire la straordinaria esperienza di questi ultimi anni. Un tempo i sindaci non venivano ne ricevuti ne ascoltati.

Oggi le comunità hanno la possibilità di fare valere le loro esigenze e di ottenere che il progetto sia fondato sulla valorizazione del territorio ed i nostri amministratori hanno il dovere di lavorare per trarre il massimo dei benefici.

alfio icardi

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