Avigliana non può più aspettare…

4:04 pm varie Nessun Commento

Nei giorni scorsi ho ricevuto per conoscenza una nota da parte di Silvio Amprino sui problemi delle borgate e ho particolarmente apprezzato la passione con la quale il consigliere capogruppo del Partito Democratico scrive circa i problemi della città di Avigliana.

Mi vorrei complimentare, se posso permettermi, perché oltre ai temi d’interesse nazionale e internazionale come lo sviluppo, l’inquinamento, l’economia, la pace nel mondo, etc. c’è ancora qualcuno che, forse considerato provinciale, pensa alle cose di Avigliana.

Nell’ultimo periodo anch’io ho cercato di imporre dei ragionamenti che poi, per vari motivi di intemperanze, sono stati bypassati.

La nota di Amprino mi consente di ritornare sulla questione Avigliana, grande o piccola che sia. Il progetto urbanistico di Avigliana non ha trovato sostenitori né una strategia, ossia un piano urbanistico condiviso tra i comuni e un progetto che, se fosse stato condiviso e attuato, non vedrebbe la situazione allo stato in cui si trova ora. In modo forse un po’ polemico si è parlato di bricolage, ma certamente molto è stato lasciato senza che ci fosse un reale piano condiviso, frutto di studio approfondito e analisi dei flussi.

D’altra parte parlando di territorio e di cultura, come fa Amprino, non si può prescindere dall’affrontare il tema di uno dei più importanti centri storici d’Italia, quello di Avigliana. Qui, infatti, il bricolage è totale ma non voglio veramente più parlare di strategie.

Credo che, se il Comune predisponesse un piano per fare pulizia, per coprire quegli orribili tubi di plastica che da anni spuntano dal selciato, per sturare i tombini dalla sabbia e per fare piccole manutenzioni e migliorie, questo sarebbe uno stimolo per privati per fare altrettanto.

Parlo di cose piccole perché comincio a essere rassegnato. Non faccio neanche riferimento ai grandi progetti che un centro storico come quello di Avigliana meriterebbe, come uno o due parcheggi di base con scale mobili illuminate e videosorvegliate. Questi sarebbero parcheggi a pagamento, quindi interamente ripagati e creerebbero inoltre un introito al Comune.

In passato, circa due anni fa, avevo scritto di San Gimignano. Ebbi la sorte di fare da consulente a questo Comune negli anni ’80 quando ancora era ridotto peggio di Avigliana oggi. In questi venti anni amministrazioni lungimiranti hanno saputo fare diventare San Gimignano un gioiellino di straordinaria importanza.

Avigliana è una località a pochi chilometri dalla grande metropoli, con delle colline e dei laghi meravigliosi, ed è posta in un anfiteatro compreso tra il Monte Pirchiriano, sul quale sorge la Sacra di San Michele, monumento simbolo della regione Piemonte, e la collina di Rivoli.

Cosa stiamo aspettando?

Luigi Chiabrera

Avigliana futura: un nuovo approccio, una proposta nel PD

11:20 pm varie 1 Commento

Il documento originale in PDF

Questo documento nasce alla luce del deludente risultato elettorale (regionali 2010) da un gruppo che vuole proporre idee nuove; ecco la nostra proposta:

A) Avigliana Futura: un nuovo approccio

Costruendo un progetto innovatore per il futuro di Avigliana che riguardi gli aspetti: economici, urbanistici, culturali, trasportistici, ecologici,sostenitori della famiglia e dell’occupazione.

Coinvolgendo i cittadini, le associazioni di categoria ed i professionisti presenti nella nostra realtà territoriale.

B) Identità del Partito, rinnovamento interno e delle Istituzioni

Definendo una linea politica, che restituisca dignita’ politica, senza ambiguità, propria del PD aviglianese su problematiche di interesse locale.

Promuovendo il rinnovamento all’interno del Partito e delle Istituzioni, non soltanto generazionale, ma anche per competenze specifiche.

Salvaguardando l’esperienza amministrativa pregressa ma favorendo allo stesso tempo l’ingresso nelle liste di persone “nuove” attraverso metodologie stabilite e rigorose.

C) Affrontare le questione di Avigliana in modo costruttivo: Trasporti, Servizi……

Ritenendo necessario che il PD e i suoi rappresentanti si facciano portatori delle necessità di partecipare ai tavoli di discussione su: mobilità (persone e merci), servizi e quant’altro incomba sulla cittadina aviglianese.

D) Gioco di squadra…..

Promuovendo e sviluppando un’ azione sinergica capace di “utilizzare” al meglio tutte le risorse che il partito è in grado di offrire all’interno del territorio (gruppo dirigente del circolo ed amministratori…) ed infine utilizzando i migliori strumenti. Tra questi una segreteria capace di unire esperienza e rinnovamento ed un circolo laboratorio di idee che riesca a far esportare all’esterno i valori fondamentali del PD aviglianese.

Viola Amprino, Marika Del Boccio, Federica Gabriele, Nicola Ciccarelli, Angelo Roccotelli, Mario Roja, Riccardo Scevalori, Paolo Torassa.

Il silenzio, bipartisan, su Ottaviano Del Turco…

12:31 am varie Nessun Commento

Un articolo di Luigi Manconi su L’Unità, ripropone con coraggio il tema del garantismo e, in modo meno esplicito, quello del rapporto tra politica e giustizia

http://www.unita.it/news/luigimanconi/98102/0

A luglio del 2008 una inchiesta della magistratura decapitò il vertice regionale abruzzese, al Presidente Del Turco il carcere duro fu non revocato fino alle dimissioni da governatore, dimissioni che porteranno in pochi mesi al ribaltamento degli equilibri politici.

Si parlò di prove granitiche, di intercettazioni ambientali, addirittura di filmati che riprendevano la consegna del denaro, di fondi all’estero già individuati. L’Italia dei Valori e Di Pietro si scatenarono, ma anche il centro destra con sfrontato opportunismo speculò sulla situazione per ottenerne un immediato vantaggio di potere, mettendo per qualche giorno la mordacchia agli “onorevoli” avvocati supergarantisti di Berlusconi.

Oggi, tirando le somme, rimangono solo le dichiarazioni di un pentito, un imprenditore della sanità cui Del Turco aveva tagliato 43 milioni di euro di rimborsi non dovuti. Nessuna traccia di fondi o passaggi di denaro, nessun filmato, nessuna prova.

Nel deserto probatorio risalta il silenzio della politica, e soprattutto quello del PD.

E ADESSO COME LA METTIAMO?

4:29 pm varie 1 Commento

In data 28 aprile è stato affisso un cartello sul portone dell’ex ospedale Beato Umberto, oggetto di tante discussioni, e in merito al quale il Sindaco di Avigliana, nella Sua deliziosa lettera, ha scritto che in quella struttura, in accordo con il Comune, per molti anni sono stati ospitati dei giovani che hanno salvaguardato manufatto.
Alla luce di quanto scritto sopra, mi interrogo su quali potranno essere le condizioni attuali di salute dei giovani e quali saranno in futuro. Senza parlare di quali potranno essere i rischi per la popolazione che abita nelle immediate adiacenze dell’ex ospedale. Questo cartello indica un problema molto serio.

Luigi Chiabrera

Benvenuta “lamanca” la sinistra che mancava…

12:38 pm varie Nessun Commento

Diamo il ben venuto ad un nuovo sito nel panorama politico Aviglianese… http://lamanca-avigliana.blogspot.com/

Finalmente anche il gruppo degli “indipendenti” rompe il silenzio e si “presenta” sul web. Ovviamente, tra le prime parole, non potevano mancare durissime “critiche” a questo sito…

” … uno pseudo sito di un “fantomatico” sottogruppo del pd aviglianese (che non pubblicizzo per buon gusto e senso del pudore) … menzogne, violenza mediatica, trasvisazione della realtà, ingiurie, minacce al limite della querela…poi uno realizza e riflette…sono alla canna del gas, oramai confondono la realtà con i sogni (di potere), continuano con l’arroganza che li ha portati alla sconfitta e che piano piano li scioglierà come la neve al sole, ad addossare la responsabilità delle loro sconfitte politiche e morali ad altri anzichè capire che il loro progetto politico è fallito prima di cominciare!

Ecco proprio quello che “mancava”... parlando di querele, quelle annunciate in pompa magna contro questo sito che fine hanno fatto? Non è che si fa la voce grossa e si usano le querele solo per non rispondere alle domande più scomode?

A proposito di parole grosse… ne girano anche sul sito dei grillini piemontesi proprio sulla spartizione dei posti e sene trova eco anche in un  articolo su “La Repubblica”.

Ho fatto un a breve indagine chissà se qualcuno mi vuole aiutare a “ricostruire” il panorama nazionale del movimento di Grillo…

- Piemonte: lite sui posti di “staff” rottura con i No Tav;
- Liguria: Grillo non certifica la lista… questo inaspettato e sospetto favore a Burlando nella “sua” regione da la stura alle polemiche interne;
- Emilia Romagna: dopo le cendidature multiple si litiga per le “opzioni”, espulso “il” consigliere comunale di Modena;
- Veneto: espulsioni anche qui tra i grillini eletti in alcuni consigli comunali.

Insomma il movimento di Grillo, alla prova dei fatti, si dimostra molto più propenso alle pratiche spartitorie ed alla relative liti dei tanto bistrattati partiti, ma con molta meno tolleranza al dissenso.

Chiabrera sfida il sindaco ad un pubblico confronto…

1:34 pm varie 1 Commento

Al Sindaco CARLA MATTIOLI

Ho scritto urbis et orbis perché farò diventare il tema del centro storico di Avigliana un argomento di dibattito. E continuerò a farlo sia in sede politica che in quella istituzionale.

In merito alla questione dei parcheggi, ho fatto di più e ben oltre le Sue basse insinuazioni. Tramite l’ingegnere Turrini, Le ho fatto sapere che sono pronto a mettere a disposizione un terreno in Via Alliaud dove poter costruire nuovi parcheggi.

Lei, Sig.ra Sindaco, usa basse illazioni e utilizza un metodo che non appartiene alla Sinistra per infangare persone oneste che stanno proponendo cose diverse dalle Sue.

Se Lei ha fatto una variante Chiabrera per favorirmi, come ha scritto, La potrei anche denunciare. Per non parlare della Sua interpretazione sui giovanotti che hanno risanato l’ex ospedale Beato Umberto; trovo che sia alquanto patetico arrampicarsi sugli specchi da parte di un Sindaco.

A proposito dei dossi, Le segnalo che ho lungamente dialogato con il Suo Assessore ai Lavori Pubblici proponendo di mettere, a mie spese, un sistema elettronico per disincentivare l’eccesso di velocità come quello che avete installato ovunque, anche vicino all’autostrada.

La invito, inoltre, a passare in Via della Repubblica anche se quella è una via in salita…

Per quanto riguarda le case popolari, vorrei ricordarLe Sig.ra Sindaco, che ho fatto parte di quella amministrazione che in questa città ha costruito, proporzionalmente, il maggior numero di case popolari nella provincia di Torino e che personalmente sono stato l’artefice degli accordi con il notaio Picco, di cui questa città beneficia ancora oggi. Non ultima la casa popolare in Piazza Conte Rosso.

Si vergogni, quindi, per le Sue basse insinuazioni in merito al fatto che io sarei turbato se quella povera gente venisse a abitare vicino a me. Io non ostacolo l’edilizia popolare, anzi, chiedo solo che valga per tutti, anche per il pubblico, l’elementare regola che le case si realizzano con tutti i servizi, parcheggi compresi. Questi sono necessari per la vivibilità dei centri abitati e per la qualità della vita di chi abita quelle che sono, ancorché popolari, pur sempre case. Forse, però, Lei pensa che chi vi andrà ad abitarci è meno cittadino degli altri.

Lei getta fumo, oltre che fango, per coprire una totale mancanza di progettazione e di azione per il centro storico.

Lei hai perso anni e anni a mettere insieme e in pratica cose che erano già decise almeno vent’anni fa e tutt’oggi continua nel Suo bricolage. Si definisce No Tav, Sig.ra Sindaco, solo per impedire che i treni passino nel centro di Avigliana…fumo!

La sfido in qualsiasi momento, Sig.ra Carla Mattioli, a un pubblico dibattito nel quale parlare di centri storici, di urbanistica, di pianificazione territoriale e di turismo e, per compiacerLa, La invito a scegliere la sede che riterrà più opportuna.

Luigi Chiabrera

P.S. Sul mio presunto interesse verso le elezioni, La voglio tranquillizzare. Come veniva previsto dallo Statuto, io come pochissimi altri, ho svolto due mandati. Nonostante mi sia stato proposto di fare l’Assessore o di ricandidarmi, non ho dato la mia disponibilità. Si tranquillizzi, Sig.ra Sindaco, io sono un uomo libero, senza pregiudizi o appartenenze. D’altra parte anche Lei lo è. Quando si definisce No Tav, infatti, assume una posizione che non ha nulla a che vedere con quella del Suo partito.

Signor cittadino Chiabrera… il sindaco risponde…

8:36 pm varie 1 Commento

Signor cittadino Chiabrera,

la ringrazio della rilevanza “urbis et orbis” della sua lettera con cui Lei esprime il suo dissenso nei miei confronti e alla quale posso rispondere pubblicamente ribattendo con decisione alle sue accuse. Primo problema, le auto che sfrecciano davanti a casa sua sulla Via Antica di Francia, ora Via Cavalieri di Vittorio veneto, dove ha chiesto ripetutamente i dossi. Le abbiamo già ricordato che non si possono localizzare dossi su una strada in discesa, poiché gli automobilisti rischiano di decollare e ammazzarsi se prendono velocità. Per risolvere non solo il suo problema, ma quello di una strada, nel centro storico, usata da tutti come scorciatoia, abbiamo istituito un senso unico in Via Porta Ferrata diminuendo enormemente il traffico. Lo hanno notato tutti coloro che abitano vicino o con lei, fuorché Lei. Le faccio rilevare poi che tale soluzione ha fortemente svantaggiato Via dell’ Orologio, in cui io risiedo, nonché gli abitanti di Piazza Conte Rosso, che hanno allungato notevolmente il tragitto automobilistico per andare e venire da casa. La mia “arroganza” nel proporre questa soluzione mi ha dunque personalmente svantaggiata e fatto discutere in casa e fuori casa. Ho spiegato ai cittadini che un Km e cinque minuti in più seduti comodamente in auto valgono la sicurezza e la tranquillità del Centro storico dove anch’io, come Lei, risiedo, nell’unica strada comunale sterrata a 50 metri da Piazza Conte Rosso, che spero prima o poi di acciottolare senza ricevere, da gente come Lei, lettere che dicano che il sindaco si sistema la strada di casa sua. Ma non importa. Ci sono altre priorità dove mettere i soldi. Aspettiamo. Devo dire che tutta la città si è stupita quando l’ordinanza sindacale 45 del 1992 che istituiva il senso unico in Via Venti settembre e in Via Cavalieri di Vittorio Veneto permise il doppio senso di percorrenza solo nel tratto da Piazza del Popolo fino al vecchio ospedale, nonché casa sua. Forse il sindaco di allora era meno arrogante. Giudica poi i dossi, ottenuti da altri e rivelatisi utili e sicuri, impattanti, ma solo perché sono davanti a casa degli altri. Faccio poi notare che ripetutamente i vigili hanno fatto controlli di velocità davanti a casa sua rilevando che le sue scosse di terremoto sono prodotte da auto che vanno ai venti-trenta all’ora. Che ci siano altri problemi di viabilità da risolvere è certamente vero. Largo Beato Umberto e Via xx settembre, nonché Via Alliaud, aspettano risposte. Stiamo tardando perché soluzioni drastiche di sensi unici diminuiscono notevolmente il traffico ma non sempre sono poi accolte con gioia dai residenti che devono allungare i tragitti per casa loro. Lei in questo, come Le ho spiegato più sopra, ha avuto per ora solo tutti i vantaggi, ma protesta ancora. Le ricordo che una varante di cui Lei ha goduto qualcuno l’ha definita addirittura “Variante Chiabrera” come per sottendere che io avessi un occhio di riguardo per Lei. Grazie della Sua lettera, che fuga ogni dubbio e conferma che mi sforzo di dimostrare che i cittadini sono tutti uguali, anche i miei compagni di partito. In quanto al recupero dell’Ex Ospedale Beato Umberto davanti a casa sua c’è molto da dire. Quando la struttura è stata data a un gruppo di giovani che si sono sistemati alcuni spazi completamente a spese loro, l’Ex Ospedale era un edificio fatiscente, dove extracomunitari clandestini trovavano abitazione abusiva, senza bagni acqua ecc. La pulizia e gli sgomberi fatti senza tanta pubblicità ci costavano 2000 euro a intervento, senza contare i ritrovamenti di refurtiva. La presenza certo anche chiassosa dei ragazzi ci ha comunque risolto l’altro problema. Ho arrogantemente scelto credendo che i cittadini stessero meglio con un po’ di rumorosi ragazzi aviglianesi che possibili ladri e delinquenti nascosti a fianco di casa. Abbiamo poi trovato i finanziamenti per recuperarlo, all’interno di un programma di investimenti complessivo di 7 milioni di euro su tutto il Centro storico, i Contratti di quartiere. Avendo investito questa progettualità sul centro storico, Stato e Regione ci hanno riconosciuto la massima copertura finanziaria tra tutti i comuni della Regione Piemonte. Le ricordo poi che TUTTI gli edifici fatiscenti comunale del Centro storico sono stati recuperati e restaurati, e con finanziamenti all’80% esterni e non delle casse comunali. Le faccio l’elenco: Santa Croce, Casa Vacanze, Cappella Madonna delle Grazie, Casa del Sale, Casa Senore, Oratorio del Gesù, locali a fianci del Municipio, , e, per ultimo il baraccone davanti a casa Sua, che ci siamo comprati per toglier un obbrobrio che gridava vendetta dal centro della città. Senza contare tutti gli interventi dei Contratti di quartiere, compreso il passggio pedonale sulla collina per arrivare in sicurezza e nel verde da Via Cavalieri di Vittorio Veneto in Piazza Conte Rosso.Per tutto questo, comprese vie, piazzette, fogne, interramento di sottoservizi, giardini del Comune, Castello, abbiamo investito solo sul centro storico in questi 10 anni 11 milioni di euro, un’intero bilancio comunale. Le sembra troppo poco? Mi sembra che “la progettualità complessiva” che Lei lamenta sia concretamente dimostrata, compresa la scelta di cosa fare di quegli edifici che cadevano a pezzi. Certo non Le farà piacere che lì davanti a lei possano venire ad abitare anziani o giovani coppie,in piccoli alloggi, persone con un reddito modesto. Noi abbiamo ritenuto che un edificio comprato dai vecchi aviglianesi addirittura con i loro soldi privati per farne un ospedale dovesse continuare a mantenere una storica vocazione sociale. E’ stata l’unica concreta possibilità di recupero al di là delle belle trovate di pensatori megalomani che non fanno il conto con le finanze dei comuni. Ora ci sono 3 milioni e 100 mila Euro veri per trasformare una schifezza in un bell’edificio, che è anche una delle porte per la città. I parcheggi? 10 sono garantiti nei cortili dell’edificio. Potremo, all’interno della nuova variante, prevedere nuove aree limitrofe a servizi e parcheggi interrati. In attesa di trovare i soldi per costose realizzazioni, si può discutere la soluzione temporanea di estendere il senso unico a tutta Via Cavalieri di Vittorio Veneto per ricavare una lunga area di sosta autorizzata che non restringa la carreggiata, a servizio anche della nuovamente abitata Piazzetta Santa Maria. Ciò garantirebbe anche un sicuro accesso pedonale. Lei sa inoltre che gli standard di parcheggio impossibili da rispettare nel centro storico vengono monetizzati. Con questo denaro potremo pensare agli acquisti delle aree già ora a servizio per i parcheggi. Le sue poteste, così in linea con le interrogazioni del centro destra, comunque non mi sembrano garbate e hanno il sapore dei preparativi per la prossima campagna elettorale, Io non ho questo problema. Sto chiudendo il mio secondo mandato tenendo fede agli impegni con gli elettori: impegni concreti, a volte difficili o scomodi. Ma non ho paura di lottare per il bene della mia città di cui adoro la storia e la natura, e che in questi anni ho difeso , nel rispetto dei valori di una Costituzione che mi ha insegnato a ricercare il giusto equilibrio tra il bene della collettività e il legittimo interesse privato. Tutto questo certamente con errori e manchevolezze, distrazioni e arrabbiature. Chiedo a chi non mi conosce di non scambiare la mia passione o decisione, o la mia schiettezza e trasparenza, a volte anche la mia rabbia, con arroganza. Sono fatta così e nei miei cinquantasei anni di vita ho imparato a cambiare ma anche a prendermi e volermi bene per come sono e a ringraziare la vita anche per questi meravigliosi anni di amministratrice che mi lasciano dimostrare l’amore per la nostra terra, le nostre montagne, i nostri laghi e le persone che qui abitano e lavorano. Per questo, per non distruggere questo, a differenza di Lei, sig. Chiabrera,che come me abita nella vecchia Avigliana, anche per questa idea di sviluppo e di vita, dico no all’Alta velocità, specie in mezzo alle case degli aviglianesi, in questo caso non residenti del centro storico. Perché io e Lei, potremmo disinteressarsene continuando a vivere nel nostro nido di bellezza e tranquillità.

Il sindaco
Carla Mattioli

Luigi Chiabrera sul centro storico di Avigliana

12:45 pm varie 2 Commenti

SPETT.LE COMUNE DI AVIGLIANA
Sindaco CARLA MATTIOLI

p.c SPETT.LE REGIONE PIEMONTE
Assessorato all’Urbanistica e programmazione territoriale
Assessore UGO CAVALLERA

p.c. PROVINCIA DI TORINO
Presidente ANTONIO SAITTA

Assessorato Attività produttive

Assessore IDA VANA

p.c. CITTA’ DI TORINO
Assessorato Cutura e Turismo
Assessore UGO PERONE

Sig.ra Sindaco Mattioli,

Le mie proteste in merito alla situazione del centro storico di Avigliana, non hanno mai trovato da parte Sua una benché minima risposta.

Credo che questo silenzio nasconda forse un po’ di imbarazzo, non avendo argomenti in merito, ma di certo manifesta una notevole arroganza di un Sindaco verso un cittadino oppure peggio ancora, come alcuni anni fa, verso circa cento cittadini firmatari di una lettera.

Mi riferisco a una situazione più grave riguardante il centro storico di Avigliana, che meriterebbe senza dubbio una progettualità complessiva e una capacità di governo che dia il giusto valore a quelle costruzioni storiche.

La Strada antica di Francia, infatti, viene usata e abusata in tutte le ore del giorno e della notte senza che ci sia un monitoraggio che disincentivi il transito e l’eccesso di velocità. Si tratta di una strada a pavé e quindi ogni auto che transita provoca praticamente una scossa di terremoto.

Intanto passano gli anni e non succede nulla.

In una città dove sono stati messi dei dossi orribili e impattanti, dove non ce n’era bisogno, non si riesce neppure a prevedere un piano di viabilità adeguato e serio per il centro storico.

Adesso, però, siamo giunti a un bivio.

Nel vecchio ospedale Beato Umberto, occupato per anni e dove noi cittadini ne abbiamo subite di tutte, non ultime le denunce di un Assessore nei miei confronti a fronte di una protesta garbata e politica in merito all’abuso della struttura ormai insicura e fatiscente, dobbiamo assistere a un Vostro improvvido progetto che prevede la costruzione di alloggi che non saranno dotati di un numero adeguato di parcheggi.

A tutt’oggi la via Cavalieri di Vittorio Veneto è completamente intasata dalle automobili, anche nei divieti di sosta, 24 ore al giorno.

Nel momento in cui cominceranno i lavori per l’ospedale e non appena saranno ultimati, la situazione diventerà invivibile. Pertanto l’accesso pedonale sarebbe molto rischioso per tutti quelli che volessero fare visita al centro storico e allo stesso modo per gli abitanti.

Non chiedo risposte ma La informo che la mia preoccupazione, condivisa da molti altri cittadini di Avigliana, verrà espressa in tutte le sedi con rispetto ma con grande determinazione.

Luigi Chiabrera

Matlì e Mattioli su tav e osservatorio

9:11 pm varie Nessun Commento

PDF con interviste su “La Stampa” di oggi

Le interviste a Matlì ed alla Mattioli oggi su “La Stampa” mostrano come ad Avigliana sia ormai da tutti auspicato un confronto ed un dibattito aperto sul tav e sull’osservatorio. L’amministrazione è stata eletta su posizioni molto variegate ma convergenti sul no ad un progetto di tav che, ormai, è stato abbandonato, e sia il Sindaco che l’opposizione chiedono, entrambi a ragione ma in modi diversi, che la popolazione venga consultata e coinvolta.

Sulla base del programma della maggioranza Avigliana è rimasta nell’osservatorio fino a pochi mesi fa, nonostante una sua componente ne chiedesse l’uscita, mentre il PD locale si è espresso sempre e comunque affinché la partecipazione fosse confermata.

Inoltre le particolari condizioni della città, a cominciare dal sistema ferroviario metropolitano su cui tutti paiono concordare e che rischia di avere un impatto pesantissimo, rendono indispensabile che si stia nell’osservatorio sulla base di una piattaforma che preveda il coinvolgimento di tutti, anche della minoranza, a prescindere dalle sterili contrapposizioni politiche ed ideologiche sulla questione tav.

Lavorare nell’osservatorio non implica l’accettazione né di un progetto né dell’opera in quanto tale e, in ogni caso, anche se è pericoloso interpretare il volere degli elettori su di un singolo tema senza interpellarli esplicitamente, tutte le elezioni in città mostrano in modo inequivocabile che le posizioni radicali, a cominciare dal no all’osservatorio, sono assolutamente minoritarie.

Referendum e assemblea non sono a priori da contrapporre, a condizione che quest’ultima sia uno strumento reale di confronto. Sovente gli incontri pubblici in valle sul tav  diventano solo occasioni di propaganda rendendo questo tipo di  consultazione velleitaria, l’ennesima dimostrazione muscolare di una posizione che in valle è radicata ma minoritaria ad Avigliana come a Venaus.

Isolando gli intolleranti ed i violenti e fornendo una informazione completa le assemblee pubbliche, come dimostra il caso francese, potrebbero essere lo strumento ideale.

PDF con Interviste su “La Stampa” di oggi

Domande senza risposta sul “fuoco amico e incrociato”

8:21 pm varie Nessun Commento

Le urne parlano chiaro, vince il centro destra: meno voti a PD e PDL, leggera avanzata della Lega. Prendendo più voti a PD e, soprattutto agli alleati, che ad altri i grillini “arrotondano” il risultato. La perdita di Lazio e Piemonte sottolinea politicamente una sconfitta che è nei numeri. Determinante la “campagna”  la cui storica debolezza si accentua:  città e  cinture, sempre meno rosse, non bastano più. E’ così a Torino come a Roma. In valle di Susa l’affermazione del centro destra è netta. Ad Avigliana il PD è sotto  quota 1.000, anche in alta valle e in val Sangone prevale il centro destra.

Le maggioranze in comunità montana ed in molti comuni non sono più tali neanche aritmeticamente; ad Avigliana il centro destra è davanti anche sommando grillini e centro sinistra. La presenza della sinistra radicale persino nel listino ha annullato l’effetto UDC, mentre il PD perdeva credibilità anche per la eco dell’accordo con i no tav in valle di Susa.

Dovrebbero bastare questi fatti e questi risultati per convincere il gruppo dirigente del PD a fare autocritica ed a cambiare rotta. Oggi solo il PDL è un partito veramente “nazionale”, il PD, incapace di parlare sia alla parte più dinamica e produttiva del paese sia a quella dove lo lo sviluppo è ancora un miraggio, rischia di rappresentare solo più una sinistra appenninica ormai insidiata dalla lega anche nelle roccaforti del buon governo rosso.

La sconfitta è responsabilità del PD e della sua dirigenza; grillini e lega possono convergere perché gli uni e gli altri propongono per il Piemonte la “decrescita”, che sia per deferenza alla “modunina” o all’autofrejus non fa poi molta differenza;  che il Piemonte rischi di diventare la provincia dell’impero l’ha capito persino Gigo…

Ci sono, però, alcune domande alle quali bisognerebbe rispondere, visto che in questa valle da anni una minoranza impedisce al PD di fare regolare campagna elettorale, e propone liste di proscrizione o verga sulle montagne scritte ingiuriose e minacciose. Il 3 aprile del 2008, in piena campagna elettorale, a Bresso, Saitta e Chiamparino fu impedito di tenere il loro comizio: questo è il clima nel quale la Bresso ha deciso di raggiungere Avigliana, dopo che aveva saputo dei modi benevoli con cui sarebbe stato accolto Cota in valle.

- Come mai all’incontro, organizzato in fretta e furia, si sono presentate puntuali almeno quattro telecamere?

- Perché nel giro di poche ore un video, montato professionalmente ma falso, era già in rete?

- Chi e dove reperisce le risorse per tenere a disposizione persone e attrezzature?

- Chi si preoccupa di “passare l’informazione” e chi della “regia”?

- Chi copre, e perché, l’anonimato degli autori?

Della “autenticità” del video falso ed anonimo giuravano siti noti per la violenza dei loro contenuti, ma sempre tollerati anche quando accusano la polizia ed i magistrati di essere truci assassini.

Strano no?

Desta qualche preoccupazione in più la vicenda della donna malmenata dalla polizia. Mentre un leghista è ministro dell’ interno  e un altro candidato alla guida della Regione, un poliziotto noto per la risolutezza dei suoi metodi viene inviato a difendere un paio di trivelle da poche decine di esagitati. Con sospetto tempismo, i soliti anonimi, alzano il livello dello scontro pisciando in testa ai poliziotti. La reazione violenta della polizia, i feriti in ospedale, i presidi dati alle fiamme, tutto da copione.

I no tav isolano i provocatori che si abbandonano violenze e minacce? No! Protestano con il ministro?Neppure! Ne chiedendone conto a Cota? No, certo che no! Per loro la responsabilità è della Bresso! Anzi tappezzando la valle, ovviamente illegalmente e fuori dagli spazi, con un manifesto che riporta le foto di una donna ferita e il simbolo del PD!

- Qualcuno ha cercato di accertare l’identità degli autori?

- I comuni interessati dalle affissioni hanno preso provvedimenti?

Nel frattempo i grillini gestiscono la comunità montana insieme all’odiato PD. Gli stessi che, braccia conserte a fianco della Bresso, vengono indicati come sgherri, sono ottimi alleati quando si tratta di assicurarsi un comodo appoggio per i propri didietro!

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