Incendi, violenze e minacce…

8:18 pm varie 1 Commento

Ultimamente sono stati incendiati dei presidi NO TAV in valle. Sono episodi gravissimi, atti ingiustificabili, che preoccupano particolarmente per la documentata presenza di infiltrazioni della criminalità organizzata in valle di Susa. E’ necessaria una ferma condanna  senza tentennamenti e senza “però”, senza se e senza ma, come si conviene per vili azioni criminali.

Negli stessi giorni parte del movimento “NO TAV”  ha intensificato la campagna di minaccia contro chi dissente, con intimidazioni e violenze verso lavoratori ed imprese, colpiti neanche per le loro idee, ma per il solo fatto di lavorare nei sondaggi. Minacce estese a sindacati e sindacalisti in un delirio di boicottaggi e liste di proscrizione che ne rendono indiscutibile la matrice fascista.

Preoccupa che gli autori siano parte di un movimento, quello “NO TAV”, che si definisce “democratico”, ma che tale non sarà finché tollererà questi metodi. Non si tratta né di “ignoti” né di popolo ma di organizzazioni politiche che hanno dato un contributo determinante al movimento. In questo caso il problema non è “criminale” (o forse non solo) ma politico e pone con forza la questione del “consenso” tutt’altro che unanime del “no” al Tav che già impedisce il riconoscimento della nuova Comunità Montana come riferimento politico della valle.

Si prefigura, così, l’implosione del movimento con il risultato di gettare l’acqua sporca con il bambino, seppellendo sotto le traversine di un’opera fatta male anche le nobili e giuste preoccupazione di tanti valligiani NO TAV. Quale sarebbe, infatti, la conseguenza del fallimento dell’Osservatorio, il suo diventare inutile? Il ritorno ai metodi “classici” delle ferrovie, con i progetti fatti sulla carta guardando solo a raggi di curvatura e profili altimetrici, come nell’epico “west” americano: ma in ogni western che si rispetti gli indiani possono essere cattivi o buoni, talvolta vittime innocenti altre strumenti più o meno inconsapevoli, ma comunque infine sconfitti.

Per questo la linea del PD deve essere quella di lavorare sempre e comunque nell’Osservatorio, del rifiuto della violenza, del dialogo, del confronto sui dati, della difesa del territorio metro per metro per tutelarlo a prescindere dall’esito della battaglia sul Tav. E su questo cercare un consenso il più “forte” ed ampio possibile. Non è necessario sacrificare gli obbiettivi di un movimento, che pure rappresenta solo una minoranza, a superiori interessi della valle, basta che non si sacrifichino gli interessi certi del territorio, che è di tutti, per l’esito incerto di una politica che è solo di una parte.

Per questo le amministrazioni locali della valle dovrebbero mandare i loro tecnici e fare le loro osservazioni, migliorando un progetto che comunque da altri viene redatto, cercando su questo il massimo consenso anche senza rinunciare all’opposizione all’opera. Anche per le amministrazioni più ostili al Tav sarebbe un gesto di grande responsabilità politica che dimostrerebbe forza e lungimiranza e che nessuno potrebbe bollare come un cedimento. L’avvocato che chieda in subordine una condanna mite non per questo è meno convinto o efficace nel difendere l’innocenza del proprio assistito, fa solo bene il suo mestiere.

oltre ogni limite…

12:51 am varie 1 Commento

Leggo questa notizia e rimango sgomento…

http://www.libero-news.it/regioneespanso.jsp?id=338791

Torino, 29 gen. – (Adnkronos) – ‘Geomont vergogna’. Questa l’enorme scritta tracciata questa mattina su un versante della montagna a Bussoleno (Torino) e che fa riferimento a una delle ditte che stanno lavorando ai sondaggi per la Torino-Lione. ”Oggi – si legge in un volantino del Comitato di lotta popolare No Tav – abbiamo realizzato una scritta sulla costa della montagna di Bussoleno per rendere pubblico il nome e la dita di chi lavora per il Tav e vive in Valle. Con questo gesto crediamo importante evidenziare come ognuno si debba assumere le proprie responsabilita’ in merito alle scelte che compie: chi vende la valle per quattro denari al Tav deve essere conosciuto da tutti e isolato”.

In che modo si giustifica la minaccia e l’intimidazione verso gli operai edili, i loro sindacalisti e le loro imprese?
Spero che si rifletta su dove questa follia ci sta portando.

Comunque nell’osservatorio, Avigliana e non solo

12:35 am varie Nessun Commento

Nella vicenda T.A.V. è indispensabile affrontare laicamente la realtà e avere un confronto franco basato su dati e metodi condivisi. L’idea che si realizzi una rete ferroviaria ad Alta Velocità nella nostra valle non può che suscitare anche timori e contrarietà.

Il confronto deve svilupparsi bandendo ogni forma di violenza, di intolleranza e di intimidazione e tutti i protagonisti devono avere la capacità di leggere e contrastare senza indugio le inaccettabili provocazioni. Il PD appoggia da sempre in modo convinto l’innovazione rappresentata da una moderna rete di trasporto ferroviaria europea, ed è allo stesso tempo attento e vicino alle esigenze dei territori maggiormente interessati dal suo passaggio. Il PD sostiene pertanto da sempre soluzioni a basso impatto e che sappiano essere occasioni positive di sviluppo delle aree coinvolte, si oppone a imposizioni e auspica informazione e partecipazione, nella fase di identificazione delle priorità, delle reali esigenze ed, ovviamente nella progettazione.

Per questo il PD ha sempre convintamente appoggiato i lavori dell’Osservatorio, la cui attività ha permesso di superare il clima di sterile contrapposizione del 2005 cambiando profondamente le ipotesi progettuali ed il metodo di lavoro. La partecipazione all’Osservatorio è stato anche il punto di incontro tra le diverse posizioni assunte dal PD in Valle di Susa, comprese quelle di chi era, in quanto amministratore, più coinvolto dalle conseguenze sull’ambiente e da quelle sulle popolazioni locali.

Anche ad Avigliana in più occasioni, e particolarmente nelle due ultime riunioni (in ordine di tempo), il coordinamento del circolo del Partito Democratico di Avigliana, a maggioranza e con chiarezza, dopo ampie e serene discussioni, ha manifestato la convinzione che la città debba essere presente e attiva all’interno del nuovo “Osservatorio” ed ha auspicato che l’invito potesse essere accolto (seppur nel rispetto ciascuno della autonomia delle proprie azioni e funzioni) dai propri “amministratori”, anche vincendo le resistenze di alcuni alleati.

Non farlo è un errore per le istituzioni e per Avigliana tutta.

Perché Avigliana dovrebbe rinunciare alla nomina di un proprio rappresentante nell’Osservatorio?

Non dimentichiamo che ad Avigliana finisce il TAV e comincia il sistema metropolitano, e che oltre il 90% degli abitanti del territorio interessato al progetto è rappresentato nell’Osservatorio. Il danno sarebbe enorme e certo. Perché dovremmo fare questo sacrificio?

La situazione è ancora più chiara alla luce degli avvenimenti dell’ultimo fine settimana, con le due manifestazioni, quella dei NO TAV di Susa e quella favorevole al Lingotto. Sono state non mere contrapposizioni ma momenti di democrazia da cui emerge la necessità di contemperare esigenze ed interessi differenti. La via da seguire è quella del confronto con chi, fosse anche uno solo, esprime dubbi e contrarietà. Occorre proseguire lungo la strada intrapresa, in questi anni quella del confronto e del dialogo, riproponendo lo stesso metodo con il quale l’Osservatorio ha lavorato in questi anni.

La progettazione condivisa deve essere vista come strumento di valorizzazione del territorio che supera la semplice logica delle compensazioni.

Proponiamo pertanto un confronto sull’Osservatorio, nella certezza che con la trasparenza sia più facile individuare le esigenze locali, e iniziative in grado di attivare risorse e competenze presenti sul nostro territorio nella prospettiva di rapportarsi in modo continuativo sulle tematiche sollevate dall’Osservatorio o sui problemi da mettere all’attenzione di questo.

E’ possibile concretizzare questi obiettivi anche attraverso la costituzione di un comitato locale ricco e articolato nella propria composizione (rappresentanti delle associazioni, rappresentanti delle categorie economiche produttive locali, rappresentanti dei partiti, professionisti…) che organizzi gli incontri tra la popolazione, con gli altri enti interessati e con i diversi tecnici.

DEL BOCCIO MARIKA, ORSI LUISA, FABIANO ANNALISA, BRAIONE ANGELO, FERRAUDO MICHELE, ANDREIS GIUSEPPE, SCEVAROLA RICCARDO, ROJA MARIO, CICCARELLI NICOLA, TORASSA PAOLO, ICARDI ALFIO, GABRIELE PASQUALE, ROCCOTELLI ANGELO

Nomine nell’osservatorio

12:29 am varie Nessun Commento

Avigliana, 3 gennaio 2010
Apprendiamo dai giornali che il prossimo tecnico di “fiducia” della Comunità Montana nell’Osservatorio potrebbe essere un rappresentante della politica, un amministratore locale dichiaratamente no tav ; ad un tavolo cui partecipano esperti nominati dalle principali istituzioni, nato per il confronto sui dati scientifici circa l’utilità e le modalità di realizzazione del Tav, si sostituirebbe un tecnico con un politico noto per la fermezza delle sue posizioni. L’esperto di trasporti Andrea Debernardi, ritenuto dai no tav troppo propenso a prendere in considerazione i dati a favore dell’opera verrebbe sostituito snaturando il ruolo di questo organismo che è nato per fornire elementi oggettivi e condivisi sui quali la politica in un secondo momento si è chiamata a decidere.
Non è dato sapere se questa nomina sia da intendersi come un messaggio di irrigidimento al dialogo, anche tecnico, oppure una conseguenza della difficoltà reale di trovare un tecnico disposto a sostenere acriticamente posizioni precostituite politicamente. Certamente nominare nell’Osservatorio, nato per aiutare la politica a valutare le scelte in modo oggettivo, in luogo di un esperto, un politico che per anni ne ha propugnato la chiusura, è anche un gesto che rischia di mostrare scarso rispetto per le altre Istituzioni.
Intravediamo una deriva dell’attuale maggioranza in Comunità Montana che, a prescindere dalla realizzazione o meno della nuova linea ferroviaria, non è di buon auspicio per gli interessi della popolazione, dell’ambiente e per la democrazia del PD. La probabile bocciatura di questa candidatura da parte dell’assemblea dei sindaci non renderà la cosa meno grave.
Temiamo, però, che questa scelta nei fatti contribuisca a far salire la tensione; pensiamo che in un clima di scontro sia più difficile vedere i benefici dell’opera, soprattutto quelli per la valle.Chiediamo che si eviti che il settarismo di una agguerrita minoranza sia inteso per la volontà di tutti, raccogliendo dietro un unico fronte i timori frutto di tanti anni di disinformazione, gli interessi a non mettere in crisi gli attuali precari equilibri politici in valle, con l’intransigenza di pochi.
E’ chiaro infatti che la discussione, il ragionamento sui dati oggettivi, il coinvolgimento della cittadinanza, insomma la democrazia e la partecipazione potrebbero rendere possibile la realizzazione di un’opera tanto strategica nel rispetto dell’ambiente e delle popolazioni locali, come avvenuto, ad esempio in Francia.
Certo bisognerebbe tornare a fare politica, quella con la “P” maiuscola, accettando il confronto e le sfide di oggi e misurando le abilità degli amministratori anche sulla capacità di vincere le sfide del domani.
Invitiamo il PD di valle e gli amministratori a riflettere ed a trovare il coraggio e la coerenza di portare avanti una politica di grande respiro nell’interesse generale. Auspichiamo che il partito ad ogni livello sappia incoraggiare e sostenere questa necessaria svolta, non con minacce di espulsione – opportunamente abbandonate – ma garantendo un impegno costante, determinato e coerente per favorire il rinnovamento ed il dibattito interno aprendo il confronto con la società civile.
Del Boccio Marika – Segreteria Provinciale PD
Icardi Alfio – Direzione Provinciale Pd
Torassa Paolo – Assemblea Provinciale PD

TAV Comunità Montana e PD – Contributo al dibattito

5:31 pm varie 17 Commenti

IL PD della Valsusa e il TAV

Il PD in valle di susa ha espresso in più occasioni la propria posizione sul TAV, in coerenza con le posizioni regionali e nazionali, ribadendo la necessità di realizzare l’opera costruendo l’opportuno consenso delle popolazioni coinvolte e rispettando l’ambiente dei territori interessati, Già in altre occasioni la posizione del PD di Valle è stata pesantemente condizionata dal ricatto politico di forze, in vero con una rappresentanza elettorale assai modesta, ma schierate sul no pregiudiziale alla TAV ed al tempo stesso determinanti per gli equilibri di diverse amministrazioni locali.
Ciò è risultato evidente ad esempio ad Avigliana, ma anche a Condove e Bussoleno dove, infatti, anche a costo di perdere le elezioni si è scelto di non allearsi con quelle forze.

In numerose occasioni queste contingenze amministrative hanno pesantemente
condizionato sia la chiarezza delle posizioni del PD che un effettivo dibattito interno. E’ comprensibile, ed anche apprezzabile, lo sforzo degli amministratori di tenere in piedi maggioranze che magari stanno operando con successo su diversi fronti anche di fronte al ricatto politico di esigue ma determinanti minoranze sul tema TAV, ma oggi, dopo che nell’ultima tornata amministrativa si è scelto di correre senza l’apporto delle cosiddette liste civiche NO TAV, con il rischio e con l’effettiva sconfitta in alcuni comuni, detto atteggiamento pare del tutto incomprensibile. Anzi proprio mentre in quei movimenti era in corso l’analisi critica sugli errori commessi, anche alla luce dello scarsissimo risultato elettorale complessivo, si decide decide di accogliere tutte le richieste degli stessi producendo un compromesso politico inaccettabile oltre che nel merito anche negli stessi rapporti di forza. Infatti in cambio della presidente della Comunità Montana si accetta un NO strumentale e aprioristico al TAV, l’essenza della loro piattaforma politica che, è bene ribadirlo, non ha incontrato il favore degli elettori.

Questa scelta non solo tradisce le indicazioni degli elettori che, nelle amministrazioni di recente rinnovate avevano ben chiara la differenza tra le liste civiche di centro sinistra e quelle NO TAV, ma tradisce anche le indicazioni dello stesso PD valsusino. Che non è stato sufficientemente coinvolto in quest’ultima operazione, e non solo in omaggio all’indipendenza degli amministratori dai partiti, ma anche perché era evidente a tutti che lo stesso non avrebbe condiviso pienamente una tale linea ed avrebbe ribadito le posizioni a suo tempo espresse e che vedevano nell’appoggio all’osservatorio ed al F.A.R.E. già il compromesso tra componenti semplicemente favorevoli all’opera ed altre più o meno propense a preservare un rapporto politico con le frange NO TAV della sinistra.

Questo stato di cose richiede un dibattito serrato all’interno del PD che sappia ribadire l’autonomia del partito dagli amministratori, che sappia ridare coerenza
ed efficacia ad una politica che non può avere un orizzonte solo attento agli incarichi conquistati a livello locale, oltre e contro ogni programma politico. A questo proposito riteniamo occorra assicurare completezza nel dibattito nel PD valsusino che troppo è stato condizionato dalle esigenze, anche legittime, degli amministratori e dal continuo timore di vedere cadute giunte locali di sinistra che bene stanno lavorando

Inoltre, anche alla luce degli ultimi esiti elettorali, avvenuti in un momento nel quale il discrimini tra contrari e favorevoli al dialogo sull’opera era netto, diventa ormai non più procrastinabile la verifica del reale consenso del NO al TAV in valle di susa per evitare che pochi elementi, con consensi modestissimi, impongano le loro posizioni a tutti (strumento referendum).
Si chiede pertanto che la gestione della questione TAV venga delegata alla assemblea dei sindaci e che si proponga la consultazione dei cittadini con un referendum.

Un’altra Italia è possibile. E anche un’altra Valle di Susa

11:58 am varie 1 Commento

Un’altra Italia è possibile. E anche un’altra Valle di Susa
Nasce un nuovo blog i Valle di Susa. A sostegno della candidatura di Ignazio Marino alla segreteria del PD.

http://ventomarino.ilcannocchiale.it/

Clicca qui per raggiungerlo

Nuovo congresso…

4:20 pm notizie Nessun Commento

Questo sito è nato durante un congresso del PD… ed oggi un nuovo congresso è alle porte.

Sergio  Chiamparino pensa ad un documento sul PD del Nord e guarda con favore alla candidatura Marino.. qui trovate l’intervista di oggi

Salutiamo il sito ufficiale del PD Aviglianese

12:35 am varie 3 Commenti

E’ finalmente uscito il sito “ufficiale” del PD di Avigliana. Non possiamo che felicitarcene. Anche perché, così, non ci saranno più fraintendimenti con questo, esplicitamente “non” ufficiale.

Certo nel complimentarci per la grafica non possiamo non rilevare alcuni dettagli “organizzativi”, oltre al fatto che, almeno fino ad oggi, di Avigliana si parli solo nel titolo.

Tra queste non può sfuggire il fatto che gli articoli sono tutti rigorosamente anonimi, malgrado le furenti polemiche dirette contro questo blog anche da parte di alcuni esponenti del PD. E nonostante il fatto che, nel nostro caso, si trattasse solo di pseudonimi che non mascheravano la vera identità degli autori.

Allo stesso modo rileviamo che, nelle condizioni di utilizzo, si specifica che dei commenti dei visitatori sono responsabili solo gli stessi e che il sito non ne risponde in nessun modo. Anche per questo siamo stati in passato duramente criticati, ma, questa retromarcia vale più di qualunque scusa “ufficiale”. Leggiamo dal sito: “Il Sito “partitodemocratico-avigliana” si limita a fornire ospitalità e supporto tecnologico per la realizzazione dei Blog e ai sensi delle vigenti leggi, non risponde dei contenuti dei Blog pubblicati” ma anche “Il Sito “partitodemocratico-avigliana” non svolge funzioni di moderazione né di direzione dei suddetti contenuti.”

Ciò che invece ci dispiace e che certamente non ci vede concordi, sono le condizioni d’uso capestro: “Gli utenti titolari dei Blog garantiscono a Il Sito “partitodemocratico-avigliana” e ai suoi partner la licenza illimitata, irrevocabile, esente da royalty di utilizzare, copiare, trasmettere, distribuire pubblicamente i contenuti pubblicati nei Blog”

Questo sito, invece, accetta le critiche e risponde politicamente di quanto pubblica, non cacnella utenti e contenuti a suo insindacabile giudizio e consente a chiunque di chiedere la rimozione di quanto pubblicato.

In ogni caso la licenza applicata è quella liberale dei Cretive Commons.

Libertà e censura (su Internet) ;-)

8:53 am varie Nessun Commento

In un paese come Avigliana in cui parlare in libertà è così difficile pubblichiamo la notizia, oltremodo grave, di una recente censura su Facebook. Dopo aver ammesso che la prendiamo larga per paura e non per calcolo politico, parliamo pure di Facebook.

Si tratta di un servizio che molti ritengono gratuito e che, invece, ha un enorme costo, visto che ci si impegna a cedergli TUTTI i diritti di TUTTO ciò che su Facebook si pubblica. Inoltre aderendo a questo servizio si accetta una grave limitazione della privacy ed anche della propria libertà visto che gli organizzatori si riservano il diritto di rimuovere qualunque cosa a loro insindacabile giudizio.

Di recente i rappresentanti di Facebook difesero la scelta di lasciare i gruppi “pro” mafia, cuasando il noto emendamento “D’Alia” che, nato come reazione a questo fatto, rischia di azzerare la libertà su tutta Internet.

In questi giorni hanno invece decisio di “inchinarsi” al potere del giornale dei vescovi Italiani rimuovendo il profilo de “La Rana” rea di aver pubblicato, e “ripubblicato”, sulla sua “Rassegna Stanca” un editoriale appunto de “L’ Avvenire” sulle ragioni del Pontefice contro l’uso del preservativo, per il solo fatto di aver cambiato il titolo in “un editoriale ultasottile”, con un tono lievemente canzonatorio. Ne trovate notizia si qui che su “la Repubblica”

E dobbiamo ammettere un certo sottile piacere nel poter affrontare in libertà anche temi come quelli legati alla laicità in un partito come il PD. Cha anche in questo si distingue, sia per le posizioni che per la libertà del dibattito, dalla cupa maggioranza bianco verde che governa la città. Maggioranza unita dal NO al treno e dal silenzio sul tutto il resto. E il riferimento non è solo al profondo ed imbarazzante silenzio verso chiunque si occupi di asfalto e non di traversine, che sia l’Anas o la Sitaf, che causi frane, costruisca muri e brutture varie o “sbagli” sistematicamente gli incroci, o apra e soprattutto chiuda, svincoli senza dir niente a nessuno.

Ripubblichiamo. pertanto, l’articolo nella forma incriminata della “Rassegna Stanca”.

Dall’Africa: perché il Papa ha ragione Un editoriale ultrasottile.
«U na polemica che non ha ragion d’es­sere» . Etienne Pagot, coor­dinatore diocesano della sanità dell’arcidiocesi di Doaula e responsabile dei programmi di lotta contro l’Aids, è sorpreso del pol­verone sollevato dalla di­chiarazioni di Benedetto XVI sull’uso del preserva­tivo. Dichiarazioni che, del resto, non hanno trovato vasta eco in Camerun. « Le abbiamo vissute come qualcosa di già detto – con­tinua Pagot –. E se non fos­sero state rilanciate con grande enfasi dai media internazionali , probabil­mente sarebbero rimaste sullo sfondo. D’altra parte, è lo stesso linguaggio che noi teniamo ogni giorno sul terreno: astinenza e fe­deltà sono mezzi più sicu­ri per prevenire e combat­tere la diffusione dell’Aids. Questione di realismo e di buon senso » . Il vero problema, sostiene, è proprio il « gran rumore sollevato sulla questione del preservativo, che ha fatto passare in secondo piano non solo gli altri te­mi trattati dal Pontefice, ma la stessa questione del­l’Aids che ha ben altre ri­percussioni: sanitarie, so­ciali, psicologiche, cultu­rali, spirituali… » .Il sospetto, secondo Pagot, è che « chi è lontano da questi problemi, che per noi sono quotidiani e cru­ciali, dà un’importanza ec­cessiva a un aspetto speci­fico e non centrale, svian­do l’attenzione dalle vere questioni » . « La mia impressione – gli fa eco Martin Jumbam, ex direttore della Maison des communications sociales ( Macacos ) di Douala – è che il Papa qui in Camerun abbia toccato i temi e le sfi­de più urgenti per questo continente. È quello di cui tutti, dai media alla gente, parlano qui: pace, giusti­zia, riconciliazione, ma an­che la sofferenza materia­le e spirituale degli africa­ni, il tema forte della fami­glia, quello della povertà e dell’oppressione. I discor­si del Santo Padre hanno suscitato grande impres­sione. E continuano a far discutere la gente » . Jumban, che è perfetta­mente bilingue e guarda con attenzione i media in­ternazionali, nota una dis­sonanza tra la copertura locale e quella straniera.«Qui si continua a sottoli­neare la portata storica di questo viaggio del Ponte­fice, e delle ripercussioni che potrà avere sul nostro Paese e sulla sua Chiesa. I media internazionali han­no insistito quasi unica­mente sulla questione del preservativo, che da noi è passata quasi inosservata». Chi non si è fatto sfuggire l’occasione di ironizzare sulle dichiarazioni del Pa­pa è stato invece l’irrive­rente Messager Popoli, in­serto satirico che esce set­timanalmente con il gior­nale Le Messager, princi­pale quotidiano indipen­dente camerunese. Il suo direttore, tuttavia, usa to­ni ben più pacati: «Dal mio punto di vista – dice Njawé, che è anche uno dei principali alfieri della libertà di stampa in Came­run – il Papa ha ragione ad esprimersi in questi termi­ni e soprattutto a ribadire che la fedeltà e l’astinenza sono i mezzi migliori per combattere l’Aids. Tuttavia quando lo si dice in Africa subsahariana, la regione al mondo maggiormente colpita da questo flagello, occorre farlo con una cer­ta prudenza ed evitare i ri­schi di fraintendimento: non si deve infatti lascia­re la porta aperta alla ne­gligenza, che qui da noi si­gnifica morte» .

Quanto al giornale di go­verno, il Cameroon Tribu­ne, elenca tra le dichiara­zioni di Benedetto XVI di cui far tesoro quelle sulla famiglia e sul ruolo dei ma­riti, per nulla scontate in quel contesto. Nonché le parole rivolte ai giovani: « Di fronte alla difficoltà della vita, custodite il co­raggio e lasciatevi toccare da Cristo » . « Verginità e ce­libato non diminuiscono in nulla la dignità del ma­trimonio » , riporta il gior­nale, commentando: «Questo almeno ha il gran­de vantaggio di essere chiaro».

Anna Pozzi

senza parole per Chiesa senza pietà

11:51 am varie Nessun Commento

L’integralismo è proprio il male di questi tempi

http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/esteri/scomunica-medici/scomunica-medici/scomunica-medici.html

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