La decrescita reazionaria

6:50 pm varie Nessun Commento

http://www.linkiesta.it/latouche-decrescita-evola-femminismo

La decrescita di Latouche che piace a de Magistris? È reazionaria

Daniele Demarco

Serge Latouche rappresenta la nuova sinistra. Vecchio operaista, studioso di Togliatti, chiama tutti “compagni” ma strizza l’occhio a Evola e Guénon. La sua prospettiva? Fermare lo sviluppo e dedicarsi alla de-crescita. Una rivoluzione di genere: a liberare il mondo saranno le donne. Tra i suoi seguaci c’è anche il sindaco di Napoli De Magistris. Da simili prospettive si possono trarre due conclusioni: o la Sinistra, quella vera, sta perdendo la lucidità o sta tentando di coprire con pezze a colori le falle aperte nel proprio sistema concettuale

Serge Latouche

29 gennaio 2012 – 15:50

C’è una Sinistra di Destra: un socialismo che all’operosità antepone la nobile pratica dell’ozio; un ecologismo che rinuncia al progresso e paventa il ritorno ai piccoli centri rurali, un femminismo che predica la diversità di genere e prende a modello il matriarcato. C’è, infine, un nuovo Umanesimo che annuncia l’Apocalisse e l’approssimarsi di un medioevo postmoderno in cui fattorie e borghi sociali sostituiranno i vecchi monasteri. Tutto questo, si dice, dovrebbe avvenire a prescindere dalle riforme dei governi tecnici e delle grandi coalizioni politiche, poiché la crisi attuale non deriva da un accidente esterno, ma è proprio un bug del sistema tecnico-industriale.

Il presupposto del capitalismo, sosteneva infatti Marx, è l’abbattimento di ogni limite. Ma, chiedono oggi i movimenti no-global, come può un mondo finito contenere ambizioni talmente infinite senza poi esplodere? È così che i radicali e gli indignati di mezza Europa finiscono per trovarsi in accordo con un costumato borghese come Thomas Mann, il quale sosteneva che a inseguire la meta finale del progresso “non ci si accorge che infondo si aspira a trovare la morte”. A questo punto, per evitare la catastrofe, la Sinistra si dice pronta a rinunciare a quella che è sempre stata la sua religione, lo sviluppo. Inserisce, quindi, la retromarcia e prova ad invertire il corso dei tempi. È questa la strategia-Latouche ovvero la de-crescita.

Serge Latouche, professore emerito all’Università di Parigi e autore di un Breve trattato sulla decrescita serena, è stato recentemente in Campania, dove vengono messe in opera alcune “buone pratiche” ispirate alla sua filosofia e dove ha incontrato anche un suo illustre fan, il sindaco di Napoli Luigi de Magistris. Fin qui niente di strano. Uomo mite, dai modi conviviali e vecchio operaista, Latouche cita volentieri Berlinguer e ama chiamare “compagni” i propri interlocutori. È, insomma, l’uomo giusto per quell’ala rossa e rifondarola che sta sostenendo la rivoluzione arancione.

Il problema è che pur non esibendo la ferocia intellettuale di un Joseph de Maistre, il pessimismo antropologico di un Oswald Spengler o le inquietudini esistenziale di un Carl Schmitt, Latouche dice cose che potrebbero essere condivise da gran parte delle intelligenze “pericolose” del ventesimo secolo. Tanto per cominciare, crede che il paradiso edenico sia esistito per davvero e più precisamente durante l’età della pietra, quando gli uomini potevano dedicare gran parte della vita alla festa e alla danza. Cita, in proposito, le ricerche dell’antropologo americano Marshall Sahlins, ma non dice che questa mania di storicizzare l’età dell’oro era già stata l’ossessione di Julius Evola e René Guenon, personalità vicine al fascismo e alla Destra esoterica.

Il professore attacca poi la concezione di tempo assoluto, tipica delle società evolute, e rispolvera l’antica fede nei cicli cosmici. Roba da far impazzire il Lenin di Materialismo ed empiro-criticismo, il quale bollava come “reazionarie” tutte le filosofie che negano l’oggettività del tempo e dello spazio. Con piglio heideggeriano Latouche demolisce poi le tecno-scienze e lancia contro l’economia capitalista un’invettiva che condivide più i toni di un Carl Schmitt, il noto giurista ultracattolico del Reich, che quelli di un Gramsci, di un Togliatti o di un Berlinguer.

Da Schmitt il professore sembra mutuare anche la concezione della dialettica politica come uno scontro amico-nemico. E infatti ha individuato il proprio avversario con la precisione e l’accortezza di un cecchino. Questa controparte sarebbe il cosiddetto Wasp, acronimo di White Anglo-Saxon Protestant, l’uomo bianco, anglosassone, protestante; vale a dire l’americano medio individuato secondo caratteristiche razziali, etniche e religiose. Da sapiente teologo della nuova rivoluzione, Latouche ha identificato nel tipo anglosassone il Male incarnato. Da quando quest’essere demoniaco ha colonizzato il mondo, dice, il motto delle scuole di economia britanniche “greed is good” (l’avidità è buona) è diventato legge universale.

E così viviamo oggi in un’orgia di ambizioni e in assenza di valori. Insomma, la tipica condizione da Basso Impero dalla quale solo un Messia potrà salvarci. Il Salvatore non sarà, però, un uomo. Latouche assicura, infatti, che la de-crescita “o sarà al femminile e femminista o non sarà”. Toccherà, in altre parole, alle donne, liberare il mondo dall’oppressione del maschio capitalista e decolonizzare l’immaginario dai simboli virili della volontà di potenza. A questo punto si dischiude uno scenario al limite della mitologia in cui alla lotta di classe si sostituisce lo scontro fra i generi.

Da simili prospettive si possono trarre due conclusioni: o la Sinistra, quella vera, sta perdendo la lucidità o sta tentando di coprire con pezze a colori le falle aperte nel proprio sistema concettuale. Non era stato forse Julius Evola, un uomo a destra del fascismo, ad affermare che la forma più radicale di rivoluzione è quella che porta indietro e non avanti?

Carena e la “maggioranza” nell’assemblea dei sindaci…

6:41 pm varie Nessun Commento

A quanto pare per due volte nell’assemblea dei sindaci della valle di Susa è mancata la maggioranza a favore del solito acritico appoggio alle iniziative del movimento no tav. Il primo “crollo” è avvenuto sulla manifestazione con Airaudo, parte di una strategia politica, voluta dal neo segretario torinese di Sel Michele Curto, per fare tra Rivalta ed Avigliana un laboratorio di una nuova sinistra antagonista con i grillini ma senza il PD.

Nell’assemblea è mancata la maggioranza per indire la manifestazione e visto che ad un certo punto sembrava che in discussione ci fosse solo la data (11 o 18 febbraio) Carla Mattioli ha proposto di votare il fatto che, presto o tardi, sene sarebbe comunque fatta una con i “comitati”. Poroposta bocciata dai sindaci di centro sinistra eccetto Plano, grazie soprattutto all’iniziativa di Mauro Carena ed di Antonio Ferrentino, e sostenuta solo dalle “liste civiche no tav” e dai passdaran come Avigliana.

I sindaci di centro sinistra, opportunamente sollecitati da Mauro Carena, avevano deciso di darsi appuntamento al 26 gennaio per cercare di coinvolgere anche quelli di centro destra, che non partecipano da mesi ai voti sulla questione tav, su di un documento che chiedesse la fine della militarizzazione con una impostazione che potesse favorire la convergenza di posizioni tipo quelle di amministratori come Pinard.

Le perquisizioni e gli arresti hanno coinciso con questa convocazione ed ancora una volta la proposta avanzata da Plano, Mattioli e Durbiano di attaccare la magistratura è stata bocciata dai sindaci grazie al lavoro di Carena che si dimostra essere in grado di rappresentare e guidare la svolta nella politica del centro sinistra in valle.

Questa questione, in vista delle prossime elezioni previste in primavera ad Avigliana, è stata solevata anche dal segretetario regionale del Partito Democratico che mai come oggi potrebbe trovare nel sindaco di Villardora un prezioso interlocutore.

In una intervista a “Repubblica Gianfranco Morgando circa gli arresti degli ultimi giorni afferma tra l’altro: “… solo qualche irresponsabile invasato può negare il fatto che il movimento di opposizione alla Torino-Lione era guidato da un gruppo ristretto di persone fanatiche che la valle e qui comitati No Tav che si definiscono pacifici non hanno mai saputo o voluto isolare”.
“È la conferma che non c’è nel Pd nessuna confusione. Però… Questi arresti rendono evidente come l’azione violenta sia profondamente infiltrata in pezzi di amministrazioni con cui il Pd collabora. Questo per noi è inaccettabile: la collaborazione con soggetti e realtà politico-amministrative che coprono azioni violente, quando non ne sono protagonisti, per noi è impossibile”.
Ed alla domanda se avrà conseguenze, questo, sulle alleanze per le elezioni amministrative di primavera? Morgando risponde
“Naturalmente. Dai commenti all’operazione di oggi risulterà evidente se certi principi sono da tutti condivisi, oppure se qualcuno ha deciso di porsi fuori dalla legge e dallo Stato avallando con parole e comportamenti azioni sovversive. È presto per dare risposte, ma non potranno non esserci conseguenze”.

L’intervista di Morgando in formato PDF

Esposito: bene sindaci centro sinstra sul tav

6:44 pm varie Nessun Commento

TAV. ESPOSITO (PD): “BENE PRESA DI COSCIENZA DA PARTE DEI SINDACI DI CENTROSINISTRA. PLANO? LA SUA ISCRIZIONE AL PD E’ SOLO UNA FOGLIA DI FICO. MATTIOLI E DURBIANO NON SONO PIU’ UN NOSTRO PROBLEMA”

La riunione di ieri sera a Bussoleno sulla prossima manifestazione No Tav in Valle di Susa – con la decisione di convocare un’assemblea di tutti i sindaci della valle per decidere la loro eventuale partecipazione -  testimonia la presa di coscienza da parte di un gruppo amministratori di centrosinistra e questo non può che essere salutato come un fatto positivo.
Purtroppo abbiamo assistito al ritorno sulle barricate da parte di Sandro Plano, che invece di occuparsi della grave crisi che sta colpendo le località sciistiche della valle, ha scelto di andare in soccorso dei gruppetti di antagonisti che da tempo hanno assunto la guida di un movimento che ha oramai perso il sostegno popolare a causa della sua deriva violenta.
Il comportamento di Sandro Plano non può in alcun modo essere confuso con il Partito Democratico e su questo non accettiamo lezioni e rampogne proprio da nessuno. E’ oramai a tutti evidente che Plano è soltanto formalmente un iscritto al PD. Il perché lo sia, è per me sinceramente un mistero e mi auguro che i vertici del mio partito tolgano quanto prima anche questa ultima foglia di fico dietro la quale Plano ama nascondersi. Anche perché, difficilmente il Presidente della Comunità Montana ci farà il regalo di risolvere da solo il problema, seguendo le orme di Nilo Durbiano e Carla Mattioli.
A Durbiano, che ha aderito alla ‘Costituente verde’, vanno i miei auguri per un fulgido futuro politico. La Mattioli, poi, annunciando il sostegno dei Grillini alla sua lista per le elezioni ad Avigliana non solo ha certificato la sua uscita dal PD, ma si è posta perfino al di fuori dei confini del centrosinistra. In ogni caso parole e fatti di costoro non sono più un problema per il PD.
Spiace, infine, dover registrare ancora una volta che la Fiom, che mi risulta avere cose più urgenti a cui pensare, continua nell’inutile fiancheggiamento ai No Tav, chiedendo e ottenendo lo spostamento della manifestazione al 18 febbraio.

On. Stefano ESPOSITO
Parlamentare PD

CS-ESPOSITO-TAV-17gennaio versione PDF

Una “stampa” libera ed indipendente…

9:26 pm varie Nessun Commento

I politici hanno in genere un alto senso di sé e per questo tendono a circuire gli elettori con bugie e sovente regolano i conti con gli avversari utilizzando la menzogna e l’insulto. Ho partecipato ad una riunione molto tesa per essere personalmente certo del fatto che non ci fossero divisioni tra chi ha le stesse idee per la città o la medesima tensione ideale. Gli sfottò e le interruzioni a mo di gogna mi hanno confortato sul fatto che così non fosse, e che per rilanciare la città e contribuire ad una Politica che si occupi non di se stessa ma di rendere le cose migliori è giusto il percorso che insieme ad altri democratici abbiamo intrapreso. Mi è rimasto, però, l’amaro in bocca perché qualcuno che è del tutto estraneo era stato, mio malgrado, coinvolto.

Per questo ho deciso di scrivere a Roberto Travan, giornalista de “La Stampa” e di pubblicare la mia lettera.

Caro Roberto,

ieri sera ho partecipato alla riunione del comitato elettorale “Amare Avigliana”. In quella sede Carla Mattioli ha pesantemente criticato “La Stampa” e te personalmente. Oltre a mettere in dubbio la tua professionalità e la tua correttezza ha anche affermato di aver fatto pressioni sul direttore e sul responsabile della cronaca del tuo giornale per ottenere un trattamento di maggior favore per la sua amministrazione e per le relative iniziative politiche.

Poco dopo, parlando invece del periodico locale “La Valsusa” in ordine alla possibilità di vedere pubblicata la notizia di un comunicato stampa oltre i termini abitualmente previsti da quel giornale per gestire le notizie, ha detto che “parlando con le persone giuste” ciò sarebbe stato possibile.

Penso che questo atteggiamento sia inaccettabile e mi dispiace per te, per il tuo giornale ed anche per la tua categoria che un politico che fa riferimento al mio partito possa usare tali modi.

Anche se non posso che essere lieto che il quotidiano che leggo abitualmente resista alla protervia di certi politici.

Ciao.

Avigliana 10 gennaio 2012

Sada e il PD: “Cancellare Bruere”

11:23 am varie Nessun Commento

Da La Stampa di oggi, 7 gennaio 2012, a cura di Roberto Travan

L’articolo in pdf

Avigliana in rivolta contro il casello: “Cancellare Bruere”

Una crociata, l’ennesima, contro il casello di Bruere, il varco che raccorda la tangenziale di Torino all’autostrada del Fréjus. Sotto accusa gli ingenti costi per i pendolari della Valsusa che in media lo attraversano quarantacinquemila volte al giorno: un euro e trenta a passaggio, in alternativa l’abbonamento mensile da 24 e cinquanta. Troppi per Aristide Sada e Marika Del Boccio, candidato a sindaco di Avigliana il primo, segretaria del circolo Pd cittadino la seconda. Chiedono la soppressione del casello e invitano i sindaci valsusini a risolvere una volta per tutte la «questione Bruere». Perché secondo Sada e Del Boccio «quel casello doveva chiudere vent’anni fa, quando venne inaugurata l’autostrada del Fréjus. Invece è ancora lì a spremere le tasche dei valsusini». Annunciano una raccolta firme «per dire no a un’ingiustizia che ai valligiani costa anche in termini di salute». Perché ogni giorno migliaia di automobilisti per dribblare il pedaggio scelgono strade alternative alla tangenziale intasando di traffico e smog la Valsusa. Alla Sitaf (la società concessionaria dell’A32) chiedono di rinunciare ai 30 centesimi che riscuote per ogni mezzo che transita a Bruere: «Almeno fino a che non avrà completato e reso sicuri la tangenziale di Avigliana e tutti gli svincoli». E minacciano una «class action» – un’azione legale collettiva – «per tutelare gli interessi dei valsusini a cui vanno restituiti i soldi spesi in questi anni per la tangenziale». Storia vecchia quella del casello di Bruere, zeppa di polemiche, promesse mancate, proteste. L’Autofréjus viene inaugurata nel 1992: per realizzarla ci sono voluti dieci anni di lavoro e oltre tremila miliardi di lire (mille solo per le varianti chieste da ambientalisti e oppositori). Alla Bassa Val Susa Sitaf promette svincoli, raccordi, gallerie. «Anche la tangenziale di Avigliana poi cassata dagli ambientalisti» ricorda Aristide Sada. Per la soppressione di Bruere sono tutti d’accordo perché sul tratto di strada che lo collega alla Valsusa si innervano gli svincoli di Rosta, Rivoli, Avigliana, una delle zone più densamente popolate dell’hinterland torinese. Il casello è però della società che ha in concessione la tangenziale di Torino. E da quel varco Ativa ricava una fetta importante del suo bilancio: «Il 20% dei proventi, venti milioni di euro l’anno», conferma Giovanni Ossola, il presidente. Eliminarlo è però complicato perché la tangenziale prevede solo quattro caselli e per chiuderli si dovrebbero trasformare tutte e ventitré le uscite in altrettante barriere a pagamento. «Scelta che avrebbe comportato rallentamenti del traffico, aumento dei costi di gestione, diminuzione degli utili», ricorda Ossola. Per le stesse ragioni anche Sitaf decide di non chiudere i suoi svincoli («alcuni ancora incompleti, altri solo parzialmente utilizzabili» sottolinea Sada). Le due società raggiungono un’intesa, Ativa si impegna a versare a Sitaf parte del pedaggio incassato a Bruere. «In media tre milioni di euro l’anno», conferma Ossola. Così il casello sopravvive per vent’anni, fino ai giorni nostri. «Sopravvive soprattutto l’ingiustizia che solo metà dei 450.000 veicoli che quotidianamente percorrono la tangenziale paga il pedaggio», denuncia Sada. «Aumentare il numero dei caselli per far pagare tutti? Scelta che spetta alla politica, non alla mia società. Dubito convenga scontentare un numero ancora maggiore di persone», ribatte Ossola. Resta il fatto che se i cinquanta chilometri di tangenziale da Moncalieri a Caselle non costano nulla, per i pochi che separano Bruere dalla Val di Susa bisogna spendere un euro e trenta . Trenta centesimi finiscono nelle casse di Sitaf: «Soldi che vanno restituiti ai cittadini», attaccano Sada e Del Boccio. «Soldi che ci spettano per la manutenzione. E per recuperare i trentadue milioni anticipati allo Stato per completare la tangenziale di Avigliana», ribatte il presidente di Sitaf Giuseppe Cerutti. Per pagare quel debito il pedaggio è aumentato di dieci centesimi. Li scuciranno in buona parte i valsusini al casello di Bruere. Elemento precedente.

Sitaf aumenta anche a Bruere e i NO TAV tacciono…

8:38 pm varie 14 Commenti

Una raffica d’aumenti ha colpito gli italiani. Uno, però, interessa particolarmente valsusini e rivolesi. Tra i pedaggi che sono aumentati spicca quello del casello di Bruere, con 30 centesimi che finiranno nelle casse della Sitaf per pagare una circonvallazione, che doveva esser fatta a loro spese 20 anni fa, e la seconda canna del Frejus, che avrà come effetto maggiori camion e più inquinamento.

La tassa vera la pagheremo soprattutto in salute ed ambiente: aumenterà il numero di veicoli che percorreranno le statali rendendo la situazione di Rivoli ancor più pesante, il tutto per una circonvallazione pericolosa e che origina molte code e per aumentare i camion che salgono al Frejus! E questo avviene proprio nei giorni nei quali esce il rapporto svizzero sul trasferimento delle merci da gomma a rotaia, lo studio ufficiale della confederazione elvetica che mostra quanto sia inquinante il traffico su gomma e perché convenga costruire tunnel ferroviari di base e nuove linee tav/tac. E’ assordante il silenzio dei sindaci no tav. In tutta Italia gli enti locali protestano per l’aumento di tangnenziali e autostrade mentre, come d’abitudine quando si tratta di mettere in discussione certi interessi, in valle tutto tace.

Il casello di Bruere è poi paradossale ed inicuo visto che colpisce solo i pendolari della valle. In genere per liberare le città dal traffico si liberalizzano le tangenziali spalmandone i costi sulle autostrade, mentre Bruere è l’unica barriera urbana al mondo che fa pagare alla città il conto di una autostrada e addirittura di un traforo autostradale! Questa vera e propria gabella ai danni della comunità locale doveva essere abolita con la costruzione dell’autostrada e della barriera di Avigliana, ma rimase una della tante promesse non mantenute.

Un pensiero deve andare a chi come Claudio Giorno, allora dirigente Ativa, si schierò a favore della doppia barriera e di chi, come Rino Marceca, si oppose alla circonvallazione allora salvo poi doversi ricredere facendo fare l’attuale. Nei modi e con i risultati che conosciamo: la frana, le carenza nella sicurezza, gli intasamenti la mattina e la sera, gli allagamenti quando piove e le condanne per la discutibile modalità scelta per affidare i lavori.

Renzo Pinard uomo dell’anno

10:39 pm varie 36 Commenti

Agli abitanti di Chiomonte ed al loro sindaco il titolo di italiani dell’anno. Augurando a tutti, ma soprattutto a loro, un 2012 migliore.

Ecco la lettera che l’ex sottosegretario Bartolomeo Giachino ha consegnato al sindaco di Chiomonte Renzo Pinard oggetto, insieme ai suoi cittadini, di vergognosi attacchi ed ignobili intimidazioni.


Carissimo Sindaco,

quel falso profeta di Beppe Grillo, che ottiene più spazio sui media di quelli che fanno il loro dovere nell’interesse del Paese, ha proposto di nominare uomo dell’anno PERINO.

Io invece chiederò al Presidente di nominare Te cittadino piemontese dell’anno.

Te e la popolazione di Chiomonte.

Sai che ho cercato di esserTi vicino il più possibile e il mio cruccio quando avevo la responsabilità di rappresentare il Governo era quello che le Istituzioni locali Ti fossero vicine il più possibile.

E’ difficile far cogliere a dei funzionari dello Stato di ottimo livello le sfumature e le sensibilità di che nel territorio vive situazioni difficilissime in un confronto difficilissimo come quello che è in atto con i No Tav.

So che sei critico con la norma inserita dal Governo Berlusconi nella legge di stabilità. Ti verrò a incontrare per capire meglio. Quella è una norma importante, che  il Governo Berlusconi ha voluto, per cercare di dare al Piemonte l’opera più importante per il suo futuro di crescita e al Paese un’opera strategica che le darà l’opportunità di avere un nuovo motore di sviluppo (come si prevede nel nuovo Piano Nazionale della logistica cui sto lavorando) che aiuti la nostra economia a crescere di più e a creare nuove opportunità di lavoro per i giovani e per coloro che sono ai margini del processo produttivo.

Non dovete sentirvi toccati da questa norma, anzi dovete sentire lo Stato ancora più vicino.

La Val di Susa dovrà avere molta più attenzione, pur nella difficile situazione dei conti pubblici, da parte di uno Stato cui ha donato parti importanti del suo territorio per infrastrutture di trasporto che servono al nostro Paese e all’Europa.

Chiomonte e i suoi abitanti devono avere una maggiore attenzione umana ed economica da parte della Provincia e della Regione.

I Sindaci hanno sempre avuto sulle spalle importanti responsabilità, ma Tu ne stai avendo tantissime e il Paese e le sue Istituzioni te ne devono essere grate.

Non dimetterti, tieni duro, Tu stai facendo la storia di un Paese che cerca un futuro di crescita economica e sociale come nel secolo scorso due grandi valsusini Medail e Des Ambrois.

Le porte delle Istituzioni devono essere sempre aperte per Te e la Tua amministrazione,

Ti sono e Ti siamo tutti vicini,

Con amicizia e ammirazione,

bartolomeo giachino

 

L’Italia sono anch’io

5:08 pm varie 23 Commenti

Riceviamo da Claudio Chiaberge e diffondiamo per sostente la sua iniziativa.

Si è costituito un Comitato, destinato ad allargarsi, per depositare presso i comuni delle valli di Susa e Sangone le schede di raccolta firme, per ottenerne la vidimazione , l’accettazione di firme e per promuovere la raccolta di esse delle due proposte di legge in materia di immigrazione che stanno circolando con discrezione in Italia . Di particolare interesse quella che concede la cittadinanza ai nati in Italia da genitori extracomunitari.
La presente è per essere aiutato a rafforzare il Comitato e favorire iniziative di promozione. Per informazioni usare il mio indirizzo di posta elettronica claudio.chiaberge@tiscali.it

Auguri a ciascuno per il proprio natale…

2:48 pm varie Nessun Commento

Il relativismo della religione e l’universalismo della scienza.

Dies Natalis Solis Invicti, il sole immobile in cielo annuncia il cambiamento e quindi la “ri”nascita. O più semplicemente il fenomeno astronomico secondo il quale tra il 22 e il 24 di dicembre nell’emisfero nord il sole sembra immobile sulla linea dell’equatore perché sta invertendo la propria declinazione, le giornate hanno smesso di accorciarsi e presto le ore di luce aumenteranno portandoci verso i tepori, e gli sconvolgimenti, della primavera.

Da http://leonardo.blogspot.com/2006/12/non-natale-se-non-relativista.html

Publio Plinio a Domizio Rufo nel 270 d.c.

“Carissimo, ti auguro con questa epistola di trascorrere un buon Natale del Sole. Non so da voi, ma qui a Mediolanum ormai lo festeggiano tutti: persino i cristiani! Sì, anche quella setta di santoni pseudoebrei, gli adoratori dei crocefissi, dopo qualche resistenza ormai si sono decisi a festeggiare come tutti gli altri.

Non c’è che da apprezzare la saggezza del nostro grande imperatore Aureliano, che volle rendere ufficiale la festa, l’ottavo giorno prima delle Calende di Gennaio. Noi cittadini dell’impero siamo diversi per lingua, razza e religione, ma tutti siamo scaldati dallo stesso Sole, che dopo il freddissimo Solstizio d’Inverno ora ricomincia timidamente a riallungare le giornate. Né Aureliano volle inventarsi una Festa di sana pianta, ma lungamente studiò il problema coi suoi collaboratori, scoprendo che la festa della Rinascita del Sole è la più universale; anche se alcuni lo chiamano Mitra, altri Elagabal, altri Helios: in fin dei conti è sempre lo stesso per tutti, e tutti ugualmente ci riscalda.

Solo i cristiani, nella loro superstizione, sono convinti di non adorarlo. Ho appreso da un mio servo, che partecipa alle loro riunioni, che pure loro mangiano gli stessi dolci impastati con frutta candita e miele: ma non per festeggiare il Sole a cui devono la frutta e i fiori, bensì la nascita del loro Dio, o profeta (essi non hanno chiara la distinzione tra i termini), Gesù Cristo.
Confesso di essere affascinato dall’ignoranza che nutrono per la loro stessa religione. Avendo dato un’occhiata, per curiosità, ai loro libri sacri, so bene che in nessun giorno del calendario è fissata la data di nascita del loro eroe. Stavo quasi per dirlo al mio servo, ma a che pro? Non sa leggere. Ma lasciamolo pure mangiare il suo pane dolce e i suoi canditi, anche se ignora l’autentico significato di ciò che fa”.

Rocci leader della sinistra radicale?

1:26 pm varie Nessun Commento

Nell’ambito del comitato “per la rielezione dei consiglieri di Amare Avigliana”  prosegue la “guerra sotterranea” per mettersi al sicuro in vista della certa riduzione dei posti e della probabile sconfitta che garantirà al massimo due “seggiole” compresa quella del candidato sindaco. E una è già virtualmente occupata dalla Mattioli. A contendere al candidato designato Rino Marceca, attuale assessore alla cementificazione del territorio, ci stava già provando, senza grandi successi, il vicesindaco Arnaldo Reviglio.

Ora Renato Rocci, approfittando delle turbolenze all’interno di SEL, entra a gamba tesa immaginando con una sola mossa di liquidare sia il circolo locale propenso a correre con il PD sia di battere sul tempo e sull’intensità del “no” al tav i suoi stessi compagni di cordata. Si definiva “NO” “no tav” sostenitore del F.A.R.E. ma colpisce alle spalle Ferrentino che di quella mediazione sul TAV è stato l’ideatore. Con una capriola entra in SEL anche se fù esponente di quel veltronismo che tenne SEL fuori dal parlamento. L’ambizione sfrenata vince ogni convincimento ed è più resistente di ogni cordata!

Ecco la lettera con la quale ha annunciato al PD il cambio di casacca; per lasciare pochi dubbi sull’incoronazione ricevuta, ha allegato il commento del neo segretario di SEL Michele Curto in appoggio della manifestazione no tav.

Cari amici, compagni e concittadini vi scrivo per comunicare che oggi mi sono iscritto a Sinistra Ecologia e Libertà.
La decisione, come potete immaginare e come molti di voi sanno, non è improvvisa, ma è frutto di una riflessione politica iniziata questa estate.
Non è questo il momento di richiamare i motivi di distinzione dalle posizioni assunte dal Partito Democratico a livello comunale, ma soprattutto a livello provinciale e regionale.
La mia speranza è che un nuovo ulivo possa davvero nascere ed il mio lavoro politico sarà teso a creare le condizioni affinchè SEL e PD collaborino strettamente per portare il centrosinistra a nuovi successi ad Avigliana e, oso sperare, anche in scala più vasta.
Chiaramente, prima di aderire a Sinistra Ecologia e Libertà, ho appurato, parlando direttamente con il segretario provinciale Michele Curto, che il partito approvasse il contenuto del documento sottoscritto da noi consiglieri comunali per rilanciare Amare Avigliana in vista delle prossime elezioni comunali.
Ho trovato in Michele non solo comprensione, ma anche entusiasmo nel dare sostegno ai nostri argomenti.
Ovviamente sono a disposizione di tutti coloro che avessero interesse a conoscere più da vicino SEL o che volesso dialogare con me nel merito alla decisione che ho preso.
Cari saluti,
Renato Rocci

PS
Approfitto per allegare un breve commento di Curto ai fatti di ieri.

Lo ringraziamo per la disponibilità a spiegarci le posizione di SeL, ma se ci capiterà un giorno di essere troppo indulgenti verso quella forza politica ci basterà solo pensare alla sua coerenza per schiarirci le idee.

Amprino, il suo capogruppo, qualche giorno prima riferiva dei dubbi di Rocci sulla politica nazionale del PD lasciando intendere che il suo profilo riformista gli rendesse difficile convivere con la segreteria “di sinistra” di Bersani. Ora annuncia di aver cambiato partito “soprattutto” per contrasti con Morgando e Bragantini ma a tutti è chiaro che i veri motivi siano “comunali”.

Cioè l’impossibilità di trovare il consenso del circolo del PD su alcune scelte dell’amministrazione: ad esempio quelle in materia energetica. I comuni della valle, anche con lo sforzo della società pubblica Acsel e della Comunità Montana, stanno lavorando alla filiera “corta”, quella ad esempio dell’industria del legno, delle energie alternative e della cogenerazione (il bio ed il km”0″ nell’energia). Sono temi, quelli legati all’economia della montagna, su cui si sta sviluppando, in tutto l’arco alpino, un grande dibattito.

La scelta di Avigliana è stata forse quella di “avvicinare” produzione e consumo? Di creare una “filiera”, un modello di sviluppo alternativo come forse potrebbe immaginare ed auspicare Michele Curto?

Certo che no: si è preferita la cartolarizzazione spinta (l’odiata finanza creativa di Tremonti) in favore di una multinazionale francese, GDF de Suez, che ha energia da “svendere” grazie alla presenza, incombente sulle nostre montagne, di numerose centrali nucleari e di mega impianti idroelettrici che hanno impatti ambientali tutt’altro che trascurabili. L’indipendenza energetica, molto più che la gestione degli acquedotti, sono strategici per un paese. In caso di crisi energetica, magari a seguito di un incidente nucleare in Francia, quali scuole e quali caserme la società controllata dal governo di Parigi lascerà al freddo? Inoltre da settimane, facendosi forza del contratto stipulato con il comune, commerciali di questa società bussano alle porte delle aziende convincendoli ad abbandonare Italgas o Metanalpi in loro favore. E’ davvero un buon affare?

A chi si lascia trarre in inganno dagli schemini della politica sembrerà incredibile ma l’affidamento è avvenuto  proprio in favore della multinazionale francese indicata come responsabile di ogni male nella recente campagna referendaria! Il comune di Avigliana gli ha affidato per 25 anni (un quarto di secolo!) il riscaldamento di tutti gli edifici pubblici.

Immaginiamo, che per non vedersi rifiutata l’odiata e strategica nuova tessera di partito, Rocci abbia omesso di chiedere un giudizo a Michele Curto su questa “scelta”, ma anche su altre. Ad esempio quelle sulla Piscina (l’odiata “finanza di progetto”) o sulla variante al piano regolatore che garantisce più cemento per tutti. O sul finanziamento della scuola privata e sulla privatizzazione di parte del tempo scuola…

« Precedenti