Tav e amministratori: manca leale collaborazione con il PD.

2:25 am varie Nessun Commento

I provvedimenti di Morgando e della Commissione di Garanzia, da cui emerge che ad oggi l’accordo con le liste “no tav” è ancora sorprendentemente segreto, oltre alla nomina di Marengo come commissario “ad acta” e di un triumvirato sul TAV.

“Gianfranco MORGANDO,
Segretario Regionale PD Piemonte, sugli amministratori del PD

Ho ricevuto poco fa il provvedimento della Commissione regionale di garanzia che afferma la responsabilità di alcuni dei dirigenti del PD della Valle di Susa e di alcuni amministratori iscritti al partito di violazione degli art. 12 e 23 dello Statuto del PD. La decisione mi è stata trasmessa per l’adozione dei provvedimenti conseguenti.
Non spetta ovviamente al Segretario regionale assumere misure disciplinari che, se ritenute necessarie, competono alla magistratura interna. Toccano, invece, al Segretario i provvedimenti politici, che si fondano sul deliberato della Commissione di Garanzia.
Pertanto, sentito il Segretario provinciale di Torino, ho adottato le seguenti decisioni:
1) nomina di un incaricato speciale del Segretario regionale, nella persona di Luciano Marengo, con il compito di esprimere in Valle di Susa la posizione del partito sulla questione della TAV. In particolare, Luciano Marengo ha il mandato di operare all’interno del Coordinamento territoriale del PD della Valle di Susa, affinché le iniziative del partito e la sua azione amministrativa nel territorio della Valle siano coerenti con gli indirizzi del partito sulla questione della TAV, a partire da una disponibilità a favorire i lavori dell’Osservatorio Torino-Lione. Luciano Marengo riferirà alla Segreteria regionale, per una valutazione di ogni altra iniziativa;
2) la nomina di una Commissione del PD per la Valle di Susa, composta dall’On. Mario Lovelli (Responsabile Dipartimento Infrastrutture PD Piemonte) dall’europarlamentare On. Gianluca Susta e dall’arch. Giorgio Giani (già Assessore provinciale alla pianificazione territoriale). La Commissione ha il compito di seguire con continuità le questioni connesse con l’impatto della realizzazione della nuova linea ferroviaria Torino-Lione sulla Valle di Susa, contribuendo a far emergere le condizioni che possono rendere l’opera un’opportunità per lo sviluppo della Valle dal punto di vista economico e del riassetto del territorio. Vogliamo dare vita a una forte iniziativa del PD che sottragga il dibattito alle pericolose contrapposizioni di queste settimane e lo collochi sul piano della ricerca di punti di
convergenza nella valutazione delle soluzioni progettuali migliori e dei vantaggi da garantire per il territorio. Ai lavori della Commissione parteciperà ovviamente Luciano Marengo.

La decisione della Commissione regionale di Garanzia (che ha operato con l’equilibrio e la serietà che la delicatezza della questione richiedeva) conferma quanto sostenuto in più occasioni dai vertici del PD, ovvero che alcuni dirigenti e amministratori della Valle di Susa si sono posti al di fuori della linea del partito e sono venuti meno al dovere di leale collaborazione con lo stesso.
Il PD riconosce a dirigenti e iscritti il diritto al dissenso, che, tuttavia, deve rispettare le decisioni assunte dagli organi del partito.
Per il PD la nuova linea ferroviaria Torino–Lione è un’opera strategica e necessaria. La nostra posizione sulla questione è da sempre coerente e lineare. Naturalmente riteniamo importante proseguire nella strada del confronto e del coinvolgimento delle popolazioni locali.
Le decisioni adottate oggi vanno proprio nella direzione della conferma dei principi della chiarezza delle posizioni e del dialogo.
In più circostanze abbiamo espresso la nostra preoccupazione per alcuni gravi fatti avvenuti in Valle, che hanno come obiettivo solo quello di far crescere la tensione. Riteniamo che la presenza alle iniziative No TAV di personaggi espressione del mondo dell’antagonismo torinese non solo metta a rischio l’ordine pubblico, ma costituisca un pericolo per lo stesso movimento contrario alla TAV.
Non possiamo accettare che dal dissenso alla realizzazione di un’infrastruttura si possa passare ad un clima antidemocratico, che si arrivi al lancio di oggetti, alle minacce, alle intimidazioni. Né che la realizzazione di questa grande opera possa essere accompagnata da un clima permanente di ‘guerriglia’.
Ora il movimento No Tav deve spiegare verso quale approdo intende indirizzarsi: non basta che i vari comitati continuino a definirsi ‘pacifici’, ma devono isolare coloro che pacifici non sono. Occorre, cioè che il movimento No Tav sconfessi senza ambiguità e prenda nettamente le distanze dai professionisti dell’antagonismo che in ogni circostanza tentano di trasformare la protesta in provocazione ed aggressione.
Non riteniamo accettabile da parte del movimento una posizione di ‘equidistanza’, ovvero condanna dei gesti degli antagonisti come dell’operato delle forze dell’ordine, alle quali va, invece, la solidarietà del PD per il difficile compito che stanno svolgendo.

Gianfranco MORGANDO
Segretario Regionale PD Piemonte

Si allega il provvedimento della Commissione regionale di Garanzia.”

http://www.avigliana.pdpiemonte.com/wp-content/uploads/2010/03/Determinazione-01_2010-Val-di-Susa.pdf

Il partito della gomma…

1:11 pm varie Nessun Commento

Mentre la spregiudicata dirigenza politica del movimento NO TAV innesca l’escalation della violenza, passando da minacce e blocchi, a veri e propri attentati con il lancio di chiodi e pietre sull’autostrada, riprende quota la voce di chi, per l’Italia, vede solo un futuro a base di camion, camioncini, macchine e macchinine.

Questa mattina sulla radio della confindustria, ospite il solito Marco Ponti, si torna a sostenere che il problema dell’Italia sono le mille piccole strade da allargare, asfaltare, circondare di spartitraffico, per assicurare che sempre e comunque la gomma sia l’unico competitivo mezzo di trasporto.

Ciò che francamente non si capisce di questa curiosa teoria neoliberista che vede alleati l’ultradestra con gli autonomi, è perché i treni dovrebbero costruirli i privati con i loro soldi, mentre le mille strade dovrebbe realizzarle pantalone, e perché i costi dell’inquinamento non dovrebbero entrare nel “conto”.

http://www.radio24.ilsole24ore.com/popup/player.php?filename=100219-noveinpunto.mp3

A parte l’intelligenza e la schiettezza di Oscar Giannino gli argomenti sono i soliti: non esisterebbero studi seri, sulla ferrovia esistente e sull’autofrejus potrebbero passare il 70% in più delle merci. Nessun dato, niente cifre, azzerato il contraddittorio. Solo marketing. L’unica nota positiva è che Giannino e Ponti non si nascondono, puntano dritto alla meta: gli interessi e le soluzioni sono “nel” e “per” il trasporto su gomma, il resto è coreografia che serve per motivare chi si lascia rompere la testa dalle mangannellate.

La tensione e la risposta violenta da parte della polizia aiutano, però, chi vuole che l’Italia resti il paese della Salerno Reggio Calabria. Sarebbe meglio, piuttosto, che le forze dell’ordine si ritirino rendendo evidente che c’è una minoranza rumorosa e violenta che blocca gli interessi di tutti.

Perché, su questo concordo con Giannino, alla fine il Tav non si farà. E non per la vittoria della democrazia.

Minacce e intimidazioni: è il turno di Cribari

11:59 am varie Nessun Commento

Dopo quelle ai lavoratori della Geomont, dopo le liste di proscrizioni, minacce e pallottole a Michele Cribari

http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/135992/

Il PD di Avigliana e di Valle ha espresso condanna e concreta solidarietà alle maestranze di Gemont invitandole al convegno di sabato sul lavoro.

http://www.partitodemocratico-avigliana.it/?q=node/145

L’auspicio, anzi la certezza, è che l’invito sia esteso a Michele Cribari

Incendi, violenze e minacce…

8:18 pm varie 1 Commento

Ultimamente sono stati incendiati dei presidi NO TAV in valle. Sono episodi gravissimi, atti ingiustificabili, che preoccupano particolarmente per la documentata presenza di infiltrazioni della criminalità organizzata in valle di Susa. E’ necessaria una ferma condanna  senza tentennamenti e senza “però”, senza se e senza ma, come si conviene per vili azioni criminali.

Negli stessi giorni parte del movimento “NO TAV”  ha intensificato la campagna di minaccia contro chi dissente, con intimidazioni e violenze verso lavoratori ed imprese, colpiti neanche per le loro idee, ma per il solo fatto di lavorare nei sondaggi. Minacce estese a sindacati e sindacalisti in un delirio di boicottaggi e liste di proscrizione che ne rendono indiscutibile la matrice fascista.

Preoccupa che gli autori siano parte di un movimento, quello “NO TAV”, che si definisce “democratico”, ma che tale non sarà finché tollererà questi metodi. Non si tratta né di “ignoti” né di popolo ma di organizzazioni politiche che hanno dato un contributo determinante al movimento. In questo caso il problema non è “criminale” (o forse non solo) ma politico e pone con forza la questione del “consenso” tutt’altro che unanime del “no” al Tav che già impedisce il riconoscimento della nuova Comunità Montana come riferimento politico della valle.

Si prefigura, così, l’implosione del movimento con il risultato di gettare l’acqua sporca con il bambino, seppellendo sotto le traversine di un’opera fatta male anche le nobili e giuste preoccupazione di tanti valligiani NO TAV. Quale sarebbe, infatti, la conseguenza del fallimento dell’Osservatorio, il suo diventare inutile? Il ritorno ai metodi “classici” delle ferrovie, con i progetti fatti sulla carta guardando solo a raggi di curvatura e profili altimetrici, come nell’epico “west” americano: ma in ogni western che si rispetti gli indiani possono essere cattivi o buoni, talvolta vittime innocenti altre strumenti più o meno inconsapevoli, ma comunque infine sconfitti.

Per questo la linea del PD deve essere quella di lavorare sempre e comunque nell’Osservatorio, del rifiuto della violenza, del dialogo, del confronto sui dati, della difesa del territorio metro per metro per tutelarlo a prescindere dall’esito della battaglia sul Tav. E su questo cercare un consenso il più “forte” ed ampio possibile. Non è necessario sacrificare gli obbiettivi di un movimento, che pure rappresenta solo una minoranza, a superiori interessi della valle, basta che non si sacrifichino gli interessi certi del territorio, che è di tutti, per l’esito incerto di una politica che è solo di una parte.

Per questo le amministrazioni locali della valle dovrebbero mandare i loro tecnici e fare le loro osservazioni, migliorando un progetto che comunque da altri viene redatto, cercando su questo il massimo consenso anche senza rinunciare all’opposizione all’opera. Anche per le amministrazioni più ostili al Tav sarebbe un gesto di grande responsabilità politica che dimostrerebbe forza e lungimiranza e che nessuno potrebbe bollare come un cedimento. L’avvocato che chieda in subordine una condanna mite non per questo è meno convinto o efficace nel difendere l’innocenza del proprio assistito, fa solo bene il suo mestiere.

oltre ogni limite…

12:51 am varie 1 Commento

Leggo questa notizia e rimango sgomento…

http://www.libero-news.it/regioneespanso.jsp?id=338791

Torino, 29 gen. – (Adnkronos) – ‘Geomont vergogna’. Questa l’enorme scritta tracciata questa mattina su un versante della montagna a Bussoleno (Torino) e che fa riferimento a una delle ditte che stanno lavorando ai sondaggi per la Torino-Lione. ”Oggi – si legge in un volantino del Comitato di lotta popolare No Tav – abbiamo realizzato una scritta sulla costa della montagna di Bussoleno per rendere pubblico il nome e la dita di chi lavora per il Tav e vive in Valle. Con questo gesto crediamo importante evidenziare come ognuno si debba assumere le proprie responsabilita’ in merito alle scelte che compie: chi vende la valle per quattro denari al Tav deve essere conosciuto da tutti e isolato”.

In che modo si giustifica la minaccia e l’intimidazione verso gli operai edili, i loro sindacalisti e le loro imprese?
Spero che si rifletta su dove questa follia ci sta portando.

Comunque nell’osservatorio, Avigliana e non solo

12:35 am varie Nessun Commento

Nella vicenda T.A.V. è indispensabile affrontare laicamente la realtà e avere un confronto franco basato su dati e metodi condivisi. L’idea che si realizzi una rete ferroviaria ad Alta Velocità nella nostra valle non può che suscitare anche timori e contrarietà.

Il confronto deve svilupparsi bandendo ogni forma di violenza, di intolleranza e di intimidazione e tutti i protagonisti devono avere la capacità di leggere e contrastare senza indugio le inaccettabili provocazioni. Il PD appoggia da sempre in modo convinto l’innovazione rappresentata da una moderna rete di trasporto ferroviaria europea, ed è allo stesso tempo attento e vicino alle esigenze dei territori maggiormente interessati dal suo passaggio. Il PD sostiene pertanto da sempre soluzioni a basso impatto e che sappiano essere occasioni positive di sviluppo delle aree coinvolte, si oppone a imposizioni e auspica informazione e partecipazione, nella fase di identificazione delle priorità, delle reali esigenze ed, ovviamente nella progettazione.

Per questo il PD ha sempre convintamente appoggiato i lavori dell’Osservatorio, la cui attività ha permesso di superare il clima di sterile contrapposizione del 2005 cambiando profondamente le ipotesi progettuali ed il metodo di lavoro. La partecipazione all’Osservatorio è stato anche il punto di incontro tra le diverse posizioni assunte dal PD in Valle di Susa, comprese quelle di chi era, in quanto amministratore, più coinvolto dalle conseguenze sull’ambiente e da quelle sulle popolazioni locali.

Anche ad Avigliana in più occasioni, e particolarmente nelle due ultime riunioni (in ordine di tempo), il coordinamento del circolo del Partito Democratico di Avigliana, a maggioranza e con chiarezza, dopo ampie e serene discussioni, ha manifestato la convinzione che la città debba essere presente e attiva all’interno del nuovo “Osservatorio” ed ha auspicato che l’invito potesse essere accolto (seppur nel rispetto ciascuno della autonomia delle proprie azioni e funzioni) dai propri “amministratori”, anche vincendo le resistenze di alcuni alleati.

Non farlo è un errore per le istituzioni e per Avigliana tutta.

Perché Avigliana dovrebbe rinunciare alla nomina di un proprio rappresentante nell’Osservatorio?

Non dimentichiamo che ad Avigliana finisce il TAV e comincia il sistema metropolitano, e che oltre il 90% degli abitanti del territorio interessato al progetto è rappresentato nell’Osservatorio. Il danno sarebbe enorme e certo. Perché dovremmo fare questo sacrificio?

La situazione è ancora più chiara alla luce degli avvenimenti dell’ultimo fine settimana, con le due manifestazioni, quella dei NO TAV di Susa e quella favorevole al Lingotto. Sono state non mere contrapposizioni ma momenti di democrazia da cui emerge la necessità di contemperare esigenze ed interessi differenti. La via da seguire è quella del confronto con chi, fosse anche uno solo, esprime dubbi e contrarietà. Occorre proseguire lungo la strada intrapresa, in questi anni quella del confronto e del dialogo, riproponendo lo stesso metodo con il quale l’Osservatorio ha lavorato in questi anni.

La progettazione condivisa deve essere vista come strumento di valorizzazione del territorio che supera la semplice logica delle compensazioni.

Proponiamo pertanto un confronto sull’Osservatorio, nella certezza che con la trasparenza sia più facile individuare le esigenze locali, e iniziative in grado di attivare risorse e competenze presenti sul nostro territorio nella prospettiva di rapportarsi in modo continuativo sulle tematiche sollevate dall’Osservatorio o sui problemi da mettere all’attenzione di questo.

E’ possibile concretizzare questi obiettivi anche attraverso la costituzione di un comitato locale ricco e articolato nella propria composizione (rappresentanti delle associazioni, rappresentanti delle categorie economiche produttive locali, rappresentanti dei partiti, professionisti…) che organizzi gli incontri tra la popolazione, con gli altri enti interessati e con i diversi tecnici.

DEL BOCCIO MARIKA, ORSI LUISA, FABIANO ANNALISA, BRAIONE ANGELO, FERRAUDO MICHELE, ANDREIS GIUSEPPE, SCEVAROLA RICCARDO, ROJA MARIO, CICCARELLI NICOLA, TORASSA PAOLO, ICARDI ALFIO, GABRIELE PASQUALE, ROCCOTELLI ANGELO

Nomine nell’osservatorio

12:29 am varie Nessun Commento

Avigliana, 3 gennaio 2010
Apprendiamo dai giornali che il prossimo tecnico di “fiducia” della Comunità Montana nell’Osservatorio potrebbe essere un rappresentante della politica, un amministratore locale dichiaratamente no tav ; ad un tavolo cui partecipano esperti nominati dalle principali istituzioni, nato per il confronto sui dati scientifici circa l’utilità e le modalità di realizzazione del Tav, si sostituirebbe un tecnico con un politico noto per la fermezza delle sue posizioni. L’esperto di trasporti Andrea Debernardi, ritenuto dai no tav troppo propenso a prendere in considerazione i dati a favore dell’opera verrebbe sostituito snaturando il ruolo di questo organismo che è nato per fornire elementi oggettivi e condivisi sui quali la politica in un secondo momento si è chiamata a decidere.
Non è dato sapere se questa nomina sia da intendersi come un messaggio di irrigidimento al dialogo, anche tecnico, oppure una conseguenza della difficoltà reale di trovare un tecnico disposto a sostenere acriticamente posizioni precostituite politicamente. Certamente nominare nell’Osservatorio, nato per aiutare la politica a valutare le scelte in modo oggettivo, in luogo di un esperto, un politico che per anni ne ha propugnato la chiusura, è anche un gesto che rischia di mostrare scarso rispetto per le altre Istituzioni.
Intravediamo una deriva dell’attuale maggioranza in Comunità Montana che, a prescindere dalla realizzazione o meno della nuova linea ferroviaria, non è di buon auspicio per gli interessi della popolazione, dell’ambiente e per la democrazia del PD. La probabile bocciatura di questa candidatura da parte dell’assemblea dei sindaci non renderà la cosa meno grave.
Temiamo, però, che questa scelta nei fatti contribuisca a far salire la tensione; pensiamo che in un clima di scontro sia più difficile vedere i benefici dell’opera, soprattutto quelli per la valle.Chiediamo che si eviti che il settarismo di una agguerrita minoranza sia inteso per la volontà di tutti, raccogliendo dietro un unico fronte i timori frutto di tanti anni di disinformazione, gli interessi a non mettere in crisi gli attuali precari equilibri politici in valle, con l’intransigenza di pochi.
E’ chiaro infatti che la discussione, il ragionamento sui dati oggettivi, il coinvolgimento della cittadinanza, insomma la democrazia e la partecipazione potrebbero rendere possibile la realizzazione di un’opera tanto strategica nel rispetto dell’ambiente e delle popolazioni locali, come avvenuto, ad esempio in Francia.
Certo bisognerebbe tornare a fare politica, quella con la “P” maiuscola, accettando il confronto e le sfide di oggi e misurando le abilità degli amministratori anche sulla capacità di vincere le sfide del domani.
Invitiamo il PD di valle e gli amministratori a riflettere ed a trovare il coraggio e la coerenza di portare avanti una politica di grande respiro nell’interesse generale. Auspichiamo che il partito ad ogni livello sappia incoraggiare e sostenere questa necessaria svolta, non con minacce di espulsione – opportunamente abbandonate – ma garantendo un impegno costante, determinato e coerente per favorire il rinnovamento ed il dibattito interno aprendo il confronto con la società civile.
Del Boccio Marika – Segreteria Provinciale PD
Icardi Alfio – Direzione Provinciale Pd
Torassa Paolo – Assemblea Provinciale PD

TAV Comunità Montana e PD – Contributo al dibattito

5:31 pm varie 17 Commenti

IL PD della Valsusa e il TAV

Il PD in valle di susa ha espresso in più occasioni la propria posizione sul TAV, in coerenza con le posizioni regionali e nazionali, ribadendo la necessità di realizzare l’opera costruendo l’opportuno consenso delle popolazioni coinvolte e rispettando l’ambiente dei territori interessati, Già in altre occasioni la posizione del PD di Valle è stata pesantemente condizionata dal ricatto politico di forze, in vero con una rappresentanza elettorale assai modesta, ma schierate sul no pregiudiziale alla TAV ed al tempo stesso determinanti per gli equilibri di diverse amministrazioni locali.
Ciò è risultato evidente ad esempio ad Avigliana, ma anche a Condove e Bussoleno dove, infatti, anche a costo di perdere le elezioni si è scelto di non allearsi con quelle forze.

In numerose occasioni queste contingenze amministrative hanno pesantemente
condizionato sia la chiarezza delle posizioni del PD che un effettivo dibattito interno. E’ comprensibile, ed anche apprezzabile, lo sforzo degli amministratori di tenere in piedi maggioranze che magari stanno operando con successo su diversi fronti anche di fronte al ricatto politico di esigue ma determinanti minoranze sul tema TAV, ma oggi, dopo che nell’ultima tornata amministrativa si è scelto di correre senza l’apporto delle cosiddette liste civiche NO TAV, con il rischio e con l’effettiva sconfitta in alcuni comuni, detto atteggiamento pare del tutto incomprensibile. Anzi proprio mentre in quei movimenti era in corso l’analisi critica sugli errori commessi, anche alla luce dello scarsissimo risultato elettorale complessivo, si decide decide di accogliere tutte le richieste degli stessi producendo un compromesso politico inaccettabile oltre che nel merito anche negli stessi rapporti di forza. Infatti in cambio della presidente della Comunità Montana si accetta un NO strumentale e aprioristico al TAV, l’essenza della loro piattaforma politica che, è bene ribadirlo, non ha incontrato il favore degli elettori.

Questa scelta non solo tradisce le indicazioni degli elettori che, nelle amministrazioni di recente rinnovate avevano ben chiara la differenza tra le liste civiche di centro sinistra e quelle NO TAV, ma tradisce anche le indicazioni dello stesso PD valsusino. Che non è stato sufficientemente coinvolto in quest’ultima operazione, e non solo in omaggio all’indipendenza degli amministratori dai partiti, ma anche perché era evidente a tutti che lo stesso non avrebbe condiviso pienamente una tale linea ed avrebbe ribadito le posizioni a suo tempo espresse e che vedevano nell’appoggio all’osservatorio ed al F.A.R.E. già il compromesso tra componenti semplicemente favorevoli all’opera ed altre più o meno propense a preservare un rapporto politico con le frange NO TAV della sinistra.

Questo stato di cose richiede un dibattito serrato all’interno del PD che sappia ribadire l’autonomia del partito dagli amministratori, che sappia ridare coerenza
ed efficacia ad una politica che non può avere un orizzonte solo attento agli incarichi conquistati a livello locale, oltre e contro ogni programma politico. A questo proposito riteniamo occorra assicurare completezza nel dibattito nel PD valsusino che troppo è stato condizionato dalle esigenze, anche legittime, degli amministratori e dal continuo timore di vedere cadute giunte locali di sinistra che bene stanno lavorando

Inoltre, anche alla luce degli ultimi esiti elettorali, avvenuti in un momento nel quale il discrimini tra contrari e favorevoli al dialogo sull’opera era netto, diventa ormai non più procrastinabile la verifica del reale consenso del NO al TAV in valle di susa per evitare che pochi elementi, con consensi modestissimi, impongano le loro posizioni a tutti (strumento referendum).
Si chiede pertanto che la gestione della questione TAV venga delegata alla assemblea dei sindaci e che si proponga la consultazione dei cittadini con un referendum.

Un’altra Italia è possibile. E anche un’altra Valle di Susa

11:58 am varie 1 Commento

Un’altra Italia è possibile. E anche un’altra Valle di Susa
Nasce un nuovo blog i Valle di Susa. A sostegno della candidatura di Ignazio Marino alla segreteria del PD.

http://ventomarino.ilcannocchiale.it/

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Nuovo congresso…

4:20 pm notizie Nessun Commento

Questo sito è nato durante un congresso del PD… ed oggi un nuovo congresso è alle porte.

Sergio  Chiamparino pensa ad un documento sul PD del Nord e guarda con favore alla candidatura Marino.. qui trovate l’intervista di oggi

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